Alla fine di settembre, il banale è diventato magico all’interno di una lavanderia a gettoni apparentemente ordinaria a Los Angeles. Tra gli asciugamani e gli abiti,  un pomeriggio hanno iniziato a comparire le code di sirena che pendevano da alcune delle lavatrici. ricche code color oro, giallo e iridescenti. La cosa ha fatto accorrere gli appassionati d’arte, tv e giornali se ne sono occupati per la magia che si creava, per il curioso contesto all’interno di uno spazio pubblico e tipicamente insignificante. Intitolato Ida, l’installazione fuori è stata creata dall’artista Olivia Erlanger (nata nel 1990 c0n base a New York): “Mi interessano le sirene come una sorta di archetipo pre-gender o genderless, una rappresentazione di un’esistenza chimerica che ritengo che ognuno di noi  possa interpretare e come le diverse pressioni ambientali influenzino le trasformazioni. Quando vengono presentate come donne, le sirene fanno sorgere molte domande sulla mobilità, non solo in senso fisico, ma anche in relazione all’agire. Ariel, ad esempio, ha rinunciato alla sua voce per camminare sulla terra.”

 

Olivia Erlanger è una scultrice che lavora a New York City. I suoi progetti recenti comprendono A. or fifty thousand all’83 Pitt St. New York, Dripping Tap al Mathew di New York e The Oily Actor al What Pipeline nell’Illinois. Le sue recenti presenze in mostre collettive comprendono Wormwood all’Ellis King di Dublino, Eric Schmid is an Idiot al Cave nell’Illinois, Other People’s Things alla Brown University, RI, e Daydream from 2013 al CANADA di New York. E’ stata membro di Ideas City 2017 ad Arles, in Francia, e visiting artist alla Brown University nel 2016. È stata coautrice di Hate Suburbia con Luis Ortega Govela, la seconda edizione con MIT Press uscirà nell’autunno 2018.

 

 

Scrivi