Un medico che soffre di emofobia e fatica a relazionarsi con il prossimo. È Martin Ellingham (Martin Clunes), meglio conosciuto come Doc Martin, protagonista dell’omonima serie di cui Rai3 sta rimandando in onda la prima stagione dal lunedì al venerdì alle 12,15 (il sabato alle 11,10). Dopo una brillante carriera in qualità di chirurgo vascolare a Londra, è dovuto tornare sui suoi passi e accettare un posto di medico di base a Portwenn, sperduto villaggio di pescatori e fattorie nel nord della Cornovaglia dove da piccolo ha passato le estati a casa dell’amata zia Joan Norton (Stephanie Cole). Il motivo è legato alla sovraesposizione al sangue che gli ha provocato una fobia non controllabile e che ancora gli causa non pochi problemi. Nonostante le sue indubbie capacità, è personaggio assai difficile, burbero e scontroso perché totalmente incapace di entrare in relazione con gli abitanti e in empatia con i pazienti perché «non è il conforto che li guarisce» quindi qualsiasi parola fuori dal campo medico risulta di troppo. Saranno i pazienti che, poco a poco, impareranno ad apprezzarlo e a capirlo. Eppure Doc Martin non è così freddo e distaccato come vorrebbe far credere, tanto è vero che si innamora a prima vista di Louisa Glasson (Caroline Catz), la maestra del posto, ma a causa della sua schiettezza non è in grado di gestire una possibile relazione (dopo il primo bacio, le chiede se cura la sua igiene orodentale facendole capire che c’è un problema di alitosi e offendendola a morte) e i due sembrano destinati ad attrarsi e respingersi all’infinito.


Creata da Dominic Minghella e diretta soprattutto da Ben Bolt (32 episodi), è stata girata principalmente a Port Isaac, piccolo villaggio di pescatori nel nord della Cornovaglia, e nei dintorni. La serie, giunta nel frattempo all’ottava stagione (che in Inghilterra andrà in onda in autunno su ITV e sarà seguita da una nona, nel 2018, che sarà l’ultima), ha il suo punto di forza nel personaggio atipico del Doc Martin (a cui devono essersi ispirato i creatori di Dr. House): non fa nulla per risultare simpatico, ha dei modi bruschi, è sempre impettito nel suo abito d’ordinanza con tanto di cravatta, ma riesce a fare breccia nel cuore degli spettatori – che finiscono per trovarsi nella stessa posizione degli abitanti di Portwenn – per le sue straordinarie competenze, ma anche per le sue fragilità. E anche gli abitanti sembrano destinati a lasciare il segno dal momento che sono un concentrato di stranezze e di fobie come solo nei posti isolati possono esistere. A partire dal poliziotto locale, Joe Penhale, alla ricerca disperata di una fidanzata, ma terrorizzato da un problema di dimensioni, passando per l’idraulico Bert Large che lavora con il figlio Al, la signora Tishell, unica farmacista del posto, che porta sempre un collare ortopedico, la segretaria ribelle Elaine, presto sostituita dall’efficiente cugina Pauline, per arrivare alla stessa zia Joan, donna indurita dalla vita, per nulla accondiscendente verso le idiosincrasie del nipote.

Per non parlare dei personaggi minori che compaiono sporadicamente: Stewart, veterano dell’esercito inglese che è stato in Bosnia e ora ha come amico immaginario lo scoiattolo Anthony, la coppia in là con gli anni che per ravvivare la passione si è votata al sado-maso (con conseguenze cliniche non secondarie), il vecchietto che emana un odore terrificante perché nella sua valigetta nasconde qualche scheletro, l’agricoltore che picchiava la moglie e ha una relazione gay… Un campionario di varia e bizzarra umanità in cui riconoscersi. In Inghilterra, dove viene trasmessa dal 2004 (fino a questo momento per un totale di 54 episodi) è una delle serie di maggior successo con più di sei milioni di spettatori a episodio e con fan inaspettati nel mondo intero. Per esempio, Sigourney Weaver compare in un episodio della stagione 7 (interpretando una turista americana in viaggio in Cornovaglia) che è stato scritto appositamente per lei. Una volta chiusi i battenti, Doc Martin sarà oggetto di un remake americano a cui sta lavorando Marta Kauffman, co-creatrice di Friends. Sicuramente sarà un successo, ma non sarà facile essere all’altezza dell’originale.

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