Il 25 novembre 1948, Henri Cartier-Bresson ricevette l’invito dalla rivista Life di coprire gli “ultimi giorni di Pechino” prima dell’arrivo delle truppe maoiste. Arrivato per fermarsi due settimane, rimarrà dieci mesi, principalmente attorno a Shanghai, per assistere alla caduta della città di Nanchino. Costretto a rimanere a Shanghai sotto il controllo comunista per 4 mesi, se ne andrà dalla Cina pochi giorni prima del Proclamazione della Repubblica popolare cinese del 1 ° ottobre 1949. Nel corso dei mesi, la sua testimonianza di stili di vita “tradizionali” in conflitto con l’istituzione di un nuovo ordine (a Pechino, Hangchow, Nanchino, Shanghai), prodotta in piena libertà d’azione, ebbe vasta eco sui giornali occidentali. (In apertura Gold Rush. En fin de journée, bousculades devant une banque pour acheter de l’or. Derniers jours du Kuomintang, Shanghai, 23 décembre 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos).

 

Construction de la piscine de l’Université de Pékin par les étudiants, juin 1958. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

 

Il lungo soggiorno in Cina si rivela un momento fondamentale nella storia del fotogiornalismo: questi reportage  arrivano all’inizio della vita dell’agenzia Magnum Photos (che Henri Cartier-Bresson ha co-fondato diciotto mesi prima a New York) impongono un nuovo stile, meno eventi, più ricerca poetica, maggiore distanza, attenzione alle persone e all’equilibrio dell’immagine. Come ripercussione di Cina 1948-1949, Henri Cartier-Bresson divenne nel 1950 un importante riferimento per il “nuovo” fotogiornalismo e il rinnovamento fotografico in generale. Nel 1958, all’avvicinarsi del decimo anniversario, Henri Cartier-Bresson riparte per un’avventura in condizioni opposte: per 4 mesi è controllato/seguito da una guida, percorre migliaia di chilometri, per riferire sui risultati della Rivoluzione e sull’industrializzazione forzata delle campagne. Riesce, tuttavia, a mostrare anche gli aspetti meno positivi, lo sfruttamento del lavoro, l’influenza dei commissari politici, l’invadente potenza dell’esercito…La mostra Henri Cartier-Bresson Chine, 1948-1949 | 1958 riunisce presso la Fondazione HCB 114 stampe originali del 1948-1949, 40 stampe del 1958 e numerosi documenti d’archivio.

 

Un visiteur de la Cité Interdite, Pékin, décembre 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Contrasto pubblica, in contemporanea all’apertura della mostra presso la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi (fino al 2 febbraio 2020), il libro Henri Cartier-Bresson in Cina, a cura di Michel Frizot e Ying-lung Su. Il volume contiene tutte le fotografie scattate dal fotografo fondatore della Magnum Photos in Cina, insieme a una serie di lettere e documenti inediti, provini a contatto, informazioni storiche e i testi critici di Michel Frizot e Ying-lung Su.  Henri Cartier-Bresson in Cina nasce dall’idea di recuperare un libro finito nell’oblio, pubblicato da Delpire nel 1954 in Francia, intitolato D’une Chine à l’autre. Da qui, si sviluppa il progetto editoriale di riunificazione di tutte le fotografie scattate dal fotografo francese nel corso dei suoi soggiorni in Cina, al fine di ricostruire il percorso compiuto in un paese ancor oggi misterioso e affascinante. Il volume, quindi, mette insieme due nuclei di immagini, corrispondenti a due diversi viaggi: il primo, risalente al 1948, il secondo al 1958.

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