L’annuario di Film Tv: bilancio ragionato di una stagione

COVER ANNUARIO 1Da quando ho una Smart tv e di conseguenza posso vedere i film recuperati in Internet su un grande schermo, l’annuario di Film Tv è un prezioso alleato soprattutto per la sezione dedicata agli inediti. In realtà l’agile volume è di estrema utilità anche per le serie e i film usciti al cinema. Aiuta a mettere un po’ d’ordine nella giungla dei 500 titoli che raggiungono i nostri schermi in ogni stagione consentendo al lettore di fare bilanci e di scoprire quali film deve recuperare assolutamente. Molto opportuna anche la selezione di dvd e Blu-ray che permette di  scoprire le scelte della redazione per l’home video. Abbiamo chiesto al direttore Mauro Gervasini di presentarci l’annuario, di guidarci alla scoperta dell’edizione 2016.

 

 

Lavorando all’annuario di Film Tv si riescono a scorgere nuove tendenze? Più in generale verso dove si muove l’industria cinematografica?

L’annuario raccoglie le recensioni di tutti i film usciti in sala pubblicate in un anno sul settimanale Film Tv. E sì, penso siano un’utile bussola per orientarsi tra nuove tendenze della produzione internazionale e per capire qualcosa della distribuzione italiana. Partiamo da quest’ultima: tra l’ottobre 2014 e il novembre 2015 sono usciti in sala 552 film. Non è un refuso, né un’iperbole, ma il dato effettivo delle programmazioni. Però, se si approfondisce, scopriamo che la maggior parte di questi titoli escono in pochissime sale, alcuni magari in una sola in tutto il territorio nazionale. Li recensiamo comunque, sperando di essere utili al lettore quando magari saranno proposti su piccolo schermo, in home video o in streaming. Ma i numeri dicono di una offerta eccessiva ri50965spetto alla domanda. Sulla produzione internazionale: tra sequel, prequel e reboot, continua la crisi creativa del cinema Usa; la cinematografia francese, pur ammaccata e autoreferenziale come si è visto all’ultimo Festival di Cannes, dimostra una certa vitalità anche nel nostro mercato, con alcune sorprese come Non sposate le mie figlie e La famiglia Bélier, discreti successi al botteghino. Residuali, invece, le cinematografie cosiddette “minori”. Personalmente penso che il miglior cinema oggi arrivi dall’America Latina, continente che in mancanza di film premiati ai festival viene invece totalmente ignorato dal nostro circuito.

 

Trovo molto interessante il lavoro che fate sugli inediti. Come li selezionate?

Aiuta parecchio l’attività di selezionatori che io e altri collaboratori della rivista svolgiamo per alcuni festival, vedendo così parecchio materiale in anteprima. La decisione di recensire anche film inediti è strategica: scegliamo quelli recuperabili in dvd o blu-ray tramite i negozi on line o lo streaming legale. Siccome per poterli reperire occorre spendere dei soldi, consigliamo solamente quelli che pensiamo lo meritino. Tutti pollici su. Titoli anche bellissimi in Italia non escono in sala: noi cerchiamo di intercettarli e di proporli attraverso le recensioni.

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Possiamo affermare, leggendo l’annuario, che i generi sono finiti nelle serie e anche per questo la serie B è morta?

Forse sì. Tra l’altro la sezione dell’annuario dedicata alle serie tv cresce ogni anno, e forse non può essere altrimenti. Limiterei però il discorso al cinema statunitense, che in effetti sta demandando alla narrazione per il piccolo schermo tutta una tipologia di storie poliziesche, horror, musicali e addirittura western. Ma il discorso si può ampliare: a parte l’audace Matteo Garrone con Il racconto dei racconti, chi, oggi, al di fuori del franchise Lo Hobbit, comunque artisticamente deludente, avrebbe mai il coraggio di rivaleggiare in campo fantasy con una produzione come Il trono di spade?

 

Come lettore mi piacerebbe trovare una sezione completamente dedicata a Internet. Impossibile?

Nella sezione dedicata agli inediti parliamo già di film che si trovano on line (lo ribadisco: solo se recuperabili legalmente). Se la domanda si riferisce invece a materiali di tipo diverso c’è molto caos in rete, ma in futuro non mi dispiacerebbe ampliare il discorso sui cortometraggi e i videoclip, come già facciamo su Film Tv Rivista.

 

La scelta della cover spesso spiazza il cinefilo. Come avviene?

Il formato dell’annuario non è quello della rivista. Essendo più piccolo sono necessarie copertine di un certo impatto capaci di intercettare l’attenzione anche di chi non è cinefilo. Privilegiamo così la resa grafica e il soggetto di film il più possibile popolari.