Sarà attorno all’universo femminile, alla maternità e alle sue sfaccettature, che si svilupperà il programma della sesta edizione de L’immagine e la parola, l’evento primaverile del Locarno Festival, previsto dal 16 al 18 marzo nella sala del GranRex. L’immagine e la parola consiste in tre giorni di proiezioni, letture e incontri per esplorare la relazione tra immagine in movimento e parola scritta, indagando il rapporto che intellettuali del nostro tempo intrattengono con il cinema e con una particolare attenzione per il pubblico più giovane, grazie ai Workshop dedicati agli studenti di lettere, cinema e arte. In un momento in cui l’attenzione dei media è concentrata sulla fragilità delle donne all’interno del mondo del cinema, il Locarno Festival sceglie di dare voce a giovani autrici che si propongono come creatrici di un nuovo immaginario cinematografico e letterario. La libertà di scelta dell’essere madre, l’indipendenza dai vincoli coniugali e l’ambivalenza dell’amore materno sono i temi ricorrenti nelle opere delle ospiti: le registe Laura Bispuri, Susanna Nicchiarelli, la scrittrice Antonella Lattanzi, donne che appartengono alla comunemente chiamata “Generazione x”, cresciute all’ombra della rivoluzione femminista e capaci di reinterpretare quella lotta in chiave contemporanea. Protagonista della manifestazione sarà anche la coppia di produttori di Vivo Film (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa) che si sono imposti con film di qualità come Via Castellana Bandiera di Emma Dante,  Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, Lorello e Brunello di Jacopo Quadri, Figlia Mia di Laura Bispuri (in apertura un’immagine dal film).

 

Nico, 1988

 

“L’immagine e la parola propone quest’anno una nuova formula che si apre alla coralità.  Abbiamo chiesto, ad alcune artiste che ci hanno colpito per la forza dei loro ritratti di madri di venire a raccontarsi a Locarno. Questa edizione è pensata dunque come un viaggio a più voci, in un percorso dove proiezioni e incontri si succederanno: il programma vuole anche essere una finestra aperta verso il nuovo che avanza, quel cinema italiano che è caro al Ticino e che spesso purtroppo non riesce ad arrivarci. Siamo sicuri che i film di Bispuri e Nicchiarelli e i racconti di Lattanzi sapranno toccare il pubblico, in un’edizione che forse più di altre affronta direttamente l’emozione.”
Carlo Chatrian, Direttore artistico del Locarno Festival

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