Si svolge dal 23 al 25 giugno, al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, Krimi, il primo festival interamente dedicato al giallo tedesco contemporaneo ideato e organizzato dalla casa editrice Emons, dove i migliori giallisti tedeschi incontrano i migliori giallisti italiani. La serata conclusiva sarà martedì 26 giugno a Massenzio sul palco di Letterature – Festival Internazionale di Roma, con il match letterario Italia-Germania: Harald Gilbers, Brigitte Glaser, Andreas Pflüger e i nostri Marcello Fois, Antonella Lattanzi, Antonio Manzini e Alessandro Robecchi. Festa doppia nella serata inaugurale di questa sera, che si apre con la lectio magistralis di Corrado Augias sul Giallo (ore 19) e si chiude con la proiezione de L’amico americano di Wim Wenders (sottotitoli in italiano), a 40 anni dalla prima uscita nelle sale. Il festival  riserva un ampio spazio ai confronti letterari. Le “birre con gli autori” vedranno come protagonisti Melanie Raabe e Veit Heinichen, Wulf Dorn e Andreas Gruber, e ancora Volker Klüpfel  e Michael Kobr, noti anche come K&K“la coppia di autori più venduta di tutto il Paese”, Der Spiegel, 850mila copie solo in Germania. Giancarlo De Cataldo brinderà invece con Andreas Pflüger, autore di Nero assoluto, un thriller psicologico con protagonista una profiler cieca – Jennifer Aaron – appena uscito in Italia per Emons. Pflüger – che per ben dieci anni ha prestato volontariato nelle carceri tedesche – incontrerà i detenuti di Rebibbia lunedì 26 giugno alle 11 per un’iniziativa promossa dalle Biblioteche di Roma. Ultima birra del Festival con il giallo letterario ed esistenzialista di Friedrich Ani, “il Simenon di Monaco di Baviera”. Maurizio de Giovanni e Harald Gilbers, invece,  parleranno di Giallo e fascismo, appuntamento in collaborazione con DHI, Istituto Storico Germanico di Roma. Oltre a Wenders, altre due proiezioni, sempre sottotitolate in italiano, tratte dai romanzi di K&K e Friedrich Ani: Milchgeld (Spiccioli per il latte) per la regia di Rainer Kaufmann, e Süden und der Luftgitarrist (Süden e il chitarrista immaginario), regia di Dominik Graf.

 

 

 

“Il Giallo tedesco è estremamente variegato e ricco di sfumature. Aspro e battuto dal vento come i paesaggi del Mare del Nord e del Baltico, spietato e duro come le metropoli di Amburgo e Berlino, ma anche insidioso e cattivo come sa essere la provincia della Foresta Nera”, racconta l’editore Hejo Emons.  Del resto, nessun genere della letteratura è più adatto a portarci dentro un Paese quanto il Giallo d’autore. I gialli mirano a entrare nelle pieghe della società, la dissodano, ne mostrano i difetti. “I giallisti sono i sismografi dei mali della loro epoca”, secondo Viktoria von Schirach, direttrice artistica del Festival e direttrice editoriale della collana Gialli Tedeschi di Emons Edizioni. “Uno dei meriti di questo genere – aggiunge – è quello di raccontare la realtà molto da vicino. Forse la letteratura cosiddetta alta, che si occupa di temi più universali, è meno dettagliata, meno concreta, guarda al mondo più da lontano.”

 

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