In origine c’è una raccolta di poesie di Thomas Stearns Eliot, Il libro dei gatti tuttofare (Old Possum’s Book of Practical Cats, 1939). Si tratta di lettere con protagonisti gli adorabili felini che il poeta americano, inglese di adozione, scriveva ai suoi nipotini e che successivamente decise di pubblicare. Le poesie raccontano l’avventurosa vita di gatti che hanno solcato gli oceani o guidato treni, ballano libroal chiaro di luna, fanno giochi di prestigio… Una galleria di personaggi eccentrici e misteriosi, tutti con una storia da raccontare. C’è anche la celebre poesia “Il nome dei gatti” in cui Eliot sostiene che ogni gatto deve avere tre nomi: il primo è il nome comune, di uso quotidiano, “quello che la famiglia usa di solito”; il secondo è una sorta di soprannome “speciale, esclusivo, più meritorio” di cui il felino va fiero e il terzo è il nome a esclusivo appannaggio del gatto che “nessuna indagine umana può scoprire”.

 

 

catsA distanza di quarant’anni Andrew Lloyd Webber decide di mettere in musica tutte le poesie della raccolta insieme a materiale inedito fornitogli dalla vedova di Eliot. Nasce così Cats, musical in due atti, che debutta l’11 maggio 1981 nel West End, al New London Theatre, e da allora è inarrestabile: si è aggiudicato importanti premi, è stato tradotto in 15 lingue, ma soprattutto ha battuto tutti i record per longevità e numero di spettatori (fino a oggi, è stato visto da oltre 73 milioni di persone nel mondo). La trama è presto detta: i gatti della tribù Jellicle si riuniscono, come ogni anno, per la festa al chiaro di luna durante la quale il vecchio Deuteronomy sceglierà il gatto meritevole di andare nel Paradiso dei gatti, l’Heavyside Layer, così da poter rinascere a nuova vita. A uno a uno i candidati si presentano, tra loro c’è Grizabella, che ha abbandonato il gruppo, ma ora torna, in età avanzata e acciaccata. Inizialmente viene tenuta ai margini, ma poi quando intona la celebre “Memory” per rievocare i bei tempi andati, farà commuovere tutti. E il lieto fine è assicurato.

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Cats è tornato in Italia, nella versione originale in inglese con orchestra dal vivo. Il Let the Memory Live Again – Tour 2016 dopo Genova e Torino arriva a Milano, poi sarà per la prima volta a Bari e Bologna. Per l’occasione il team creativo originale – composto dal regista Trevor Nunn, dalla coreografa Gillian Lynne, dallo scenografo John Napier e ovviamente dal compositore Andrew Lloyd Webber – ha rivisto grizabellaalcuni brani, inserendo una versione rap di Rum Tum Tugger, una nuova coreografia per la canzone eseguita da The Old Gumbie Cat e soprattutto Aria (In una tiepida notte d’estate) che viene eseguita in italiano da Greg Castiglioni (nato a Milano, ma trasferitosi a Londra a 18 anni). Cats è uno dei pochi musical a non aver avuto una trasposizione cinematografica (se ne parla in maniera dettagliata in Sei gradi di separazione di Fred Schepisi ipotizzando una possibile versione per il grande schermo a opera di Sidney Poitier) e questo è dovuto al fatto che i protagonisti sono gatti, non ci sono pressoché dialoghi tra i personaggi, ma solo canzoni. Appartiene alla corrente del cosiddetto mega-musical (così come The Panthom of the Opera o Les Misérables), ovvero uno spettacolo maestoso, con uso di scenografie e numeri coreografici imponenti, trucchi e costumi curatissimi oltre a canzoni orecchiabili che rimangono facilmente impresse e a un merchandinsing a cui è difficile resistere (dal cerchietto a orecchie di gatto all’ombrello, passando per T-shirt, calamite, borse, tazze, cover per cellulari…). I mega-musical sono caratterizzati da grande successo di pubblico, mentre la critica da sempre storce il naso, considerandoli superficiali e semplici macchine per fare soldi, alla stregua dei blockbuster cinematografici. Sarà pure “just entertainment, folks”, ma di altissima qualità.

Tournée Cats

Milano       2-6 marzo     Teatro degli Arcimboldi

Bari             10-13 marzo  Teatro Petruzzelli

Bologna      17-20 marzo  Unipol Arena

www.catsthemusical.com

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