Locarno72 renderà omaggio con il Pardo alla carriera a Fredi M. Murer. Il regista, sceneggiatore, fotografo e disegnatore svizzero sarà ospite in Piazza Grande giovedì 15 agosto. L’omaggio al maestro del cinema svizzero sarà accompagnato dalla proiezione di alcune delle sue opere più importanti: Grauzone (1979), Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), Höhenfeuer (1985) e Der grüne Berg (1990). Fredi M. Murer è figura chiave del cinema indipendente svizzero. Al festival verrà riproposto la versione restaurata dalla Cinématèque suisse di Grauzone, passato a Locarno nel 1979. I restauri delle opere di Murer a Locarno72 non finiranno però con Grauzone. Il Festival presenterà anche Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), una delle più importanti pellicole di Murer, omaggiata con il premio FIPRESCI a Locarno nel 1975, il cui seguito, Der grüne Berg (1990), venne presentato dal regista proprio al Festival nel corso della prima edizione della sezione parallela dedicata ai documentari, la Semaine de la critique. Questa sezione festeggia quest’anno i suoi primi 30 anni di vita e riproporrà, nel corso di Locarno72, il film Der grüne Berg nella sua ritrovata veste, aggiungendo così un terzo restauro al programma dedicato al regista. Celebrando Murer non poteva ovviamente mancare la proiezione di un altro caposaldo della sua filmografia e dell’albo d’oro di Locarno: Höhenfeuer, pellicola che nel 1985 il Locarno Film Festival premiò con il Pardo d’oro, completerà la quadrilogia di restauri del cineasta svizzero presentati al pubblico.  L’omaggio a Murer, regista, sceneggiatore, fotografo e anche illustratore, sarà completato dall’esposizione di una selezione di sue tavole originali.

 

Höhenfeuer (1985)

 

Per la direttrice artistica del festival Lili Hinstin: “Il Locarno Film Festival è sempre anche vetrina del cinema svizzero, declinato in ogni momento: presente, futuro e passato. Rappresentando i suoi contemporanei, immaginando il futuro anche oscuro del suo paese, ascoltando la storia degli abitanti dei territori più discosti, Fredi M. Murer ha giocato con il tempo, cioè con la sua arte e con la sua epoca. Dipingendo la Svizzera, Murer ha ridisegnato il cinema svizzero. Sono molto felice di onorare uno dei più grandi registi svizzeri per la mia prima edizione”.

 

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