La mostra Vivian Maier. A colori a Forma Meravigli, Milano, a cura di Alessandra Mauro, realizzata in collaborazione con la Howard Greenberg Gallery di New York, resterà aperta fino al 19 gennaio 2020. Per la prima volta in mostra un’inedita selezione di scatti a colori della ormai celeberrima “tata fotografa”, molti dei quali mai esposti al pubblico,che raccontano il quotidiano americano tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta. In un’epoca in cui il colore in fotografia veniva visto con diffidenza, utilizzarlo era coraggioso: Vivian Maier, la cui fama arrivò solo dopo la morte e per caso, conferma ancora una volta il suo alto grado di professionalità e sperimentalismo. La street photographer di Chicago, a lungo considerata la tata con la passione per la fotografia, il cui talento è stato spesso relegato ai ranghi dell’amatoriale, dimostra con la scelta del colore di essere una vera pioniera del genere. (In apertura Autoritratto, Chicago © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collectionand Howard Greenberg Gallery).

Untitled, luglio 1978 – © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collectionand Howard Greenberg Gallery

 

Sebbene siano trascorsi dieci anni dalla scoperta del notevole lavoro di Vivian Maier, molti dettagli della sua vita continuano a rimanere un mistero così come rimane intatto il fascino che la sua fotografia è in grado di esprimere.  Diventata famosa solo dopo la sua morte, quando furono ritrovati i suoi rullini ( all’interno di scatole lasciate in due depositi e messe all’asta per il mancato pagamento dell’affitto), la sua vita e il suo percorso creativo sono stati ricostruiti tramite le immagini –ne ha scattate più di 150 mila –e i pochi dettagli che sono emersi relativamente al suo percorso. Il suo lavoro a colori, presentato per la prima volta al pubblico italiano, offre nuove prospettive e un nuovo sguardo sul lavoro di Vivian Maier. La rassegna mostra una fotografa dallo sguardo acuto e sempre controcorrente, con il suo modo e la sua cifra stilistica. L’ironia, il calore umano, il paesaggio urbano, i ritratti, i bambini: Maier ha il dono di essere l’obiettivo invisibile per le strade di Chicago e New York, componendo un racconto che ha davvero il carattere di una rivelazione.

 

Chicago, ottobre 1979 – © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collectionand Howard Greenberg Gallery

 

 

Ad accompagnare la mostra Contrasto pubblica Vivian Maier. A colori, (pag.240, euro 49) a cura di Colin Westerbeck, la prima raccolta di fotografie a colori di Vivian Maier. Il libro presenta una premessa del fotografo di fama mondiale Joel Meyerowitz e una prefazione dello stesso Westerbeck, seguita da una sequenza di più di 150 immagini, molte delle quali inedite, che raccontano il quotidiano americano tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta, tutte a colori.

 

Eppure, ci sono gemme memorabili anche nelle sue opere a colori. È possibile trovare personaggi e visioni formidabili e appare evidente, a più riprese, il modo in cui l’autrice fosse attratta dal colore, da quel “dettaglio cromatico” che irrompe istantaneo nella routine quotidiana. Senza dubbio, Vivian Maier può essere considerata una delle prime poetesse della contemporanea fotografia a colori.
Joel Meyerowitz

 

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