Fino al 29 settembre, presso il Castello Gamba di Châtillon (Valle d’Aosta), c’è la mostra ALTISSIMI COLORI. La montagna dipinta: Giovanni Testori e i suoi artisti, da Courbet a Guttuso. La rassegna prende spunto dalla presenza nella collezione del Castello Gamba di una piccola ma importante opera dello scrittore, critico d’arte e pittore Giovanni Testori. Con l’intento di indagare il rapporto di Testori con la montagna, scenario della propria attività artistica e soggetto privilegiato di molti artisti lanciati dal Testori giornalista e critico militante, l’esposizione rappresenta un’occasione di scoperta, un viaggio attraverso le opere di cui amava circondarsi, a partire da un episodio chiave della sua vita: il suo primo articolo, pubblicato a soli 17 anni, uno studio preparatorio su un quadro di montagna, Alpe di maggio (1891) di Giovanni Segantini. In apertura Courbet, Cascata della Pissouse (1860).

Varlin, Bondo nella neve (1971-1972)

 

La mostra si apre proprio con uno degli artisti più amati da Testori: Gustave Courbet, pittore rivoluzionario di cui vengono presentati due importanti dipinti per poi passare a Willy Varlin, geniale artista zurighese che scelse di andare a vivere tra le montagne della Val Bondasca; Renato Guttuso, un siciliano che, stregato dalla vista del Rosa, scelse di fare della casa di Velate, a Varese, uno studio dove realizzare molte delle sue opere più celebri; Paolo Vallorz, trentino che, pur emigrando a Parigi, è sempre rimasto legato alla sua val di Sole e Bernd Zimmer, pittore tedesco vivente, “scoperto” da Giovanni Testori e autore di quadri con montagne infiammate e visionarie. Romanziere e drammaturgo, nonché critico d’arte, in montagna aveva riscoperto la sua vocazione pittorica eleggendone gli scenari a soggetto di molti suoi dipinti, come nella serie di disegni e acquerelli eseguiti dalla fine degli anni Sessanta, in un’estate trascorsa a Gressoney e nelle alpi svizzere. Per la prima volta questo nucleo molto privato, che Giovanni Testori ha voluto tenere per sé e per la sua famiglia, viene presentato al pubblico in un allestimento suggestivo come la torre del Castello Gamba.
La mostra sarà anche l’occasione per presentare un ciclo di fotografie del grande fotografo Pepi Merisio, scattate negli anni Settanta, durante la processione notturna che da Fontainemore portava al santuario di Oropa. Foto che Testori amava per la loro intensità e per la testimonianza di una civiltà montana legata alla propria tradizione.

 

Guttuso, Tramonto sul lago di Varese da Velate

 

Testori, Cime Pizzo Badile visto da Bondo

 

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