“Del cinema mi affascina la capacità di dar vita a storie immaginarie e di inventare mondi inesistenti facendoli sembrare reali. È un po’ come un cilindro magico dal quale si possono estrarre infiniti racconti. Mi piace pensare che qualcosa di molto simile accada con le mie opere, dove i protagonisti sono un ricordo o una fantasia che sembrano del tutto plausibili”. Così Paolo Ventura illustra il suo legame con il cinema ed è da questa passione che viene la nuova edizione di Film Series che si ispira alla mostra Racconti Immaginari. Qui il  sorprendente fotografo trasformista propone un importante gruppo di opere, oltre cento, accuratamente selezionate  per rappresentare il suo percorso evolutivo. Paolo Ventura, in esposizione all’Armani Silos di Milano fino al 29 luglio racconta un mondo immaginato, tra narrazione e gioco, dove le diverse forme espressive sono il mezzo per trasformare il sogno in realtà.

 

Nella sesta edizione di Film Series, che affianca la mostra dal 21 marzo, c’è C’è il futuro (già distopico?) di Brazil. Ci sono le aragoste (con Colin Farrell e Rachel Weisz) di The Lobster. E poi: le forme deformate di Delicatessen, le stravaganze scandinave di Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza (Leone d’Oro alla Mostra di Venezia 2014) e quelle newyorker di Synecdoche, New York, con un immenso Philip Seymour Hoffman. Perfetti i ‘complici/registi’ scelti da Paolo Ventura, tutti maestri nel creare mondi/universi: Terry Gilliam (Brazil),  Yorgos Lanthimos (The Lobster), Marc Caro & Jean-Pierre Jeunet (Delicatessen), Roy Andersson  (Un piccione…) e Charlie Kaufman (Synecdoche, New York).

 

 

 

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