Fino al 28 gennaio 2018, la Cripta del Santo Sepolcro a Milano è teatro di un appuntamento artistico di profonda suggestione. Gli ambienti di un luogo tra i più ricchi di spiritualità della città dialogano  con le opere di Bill Viola (New York, 1951), uno dei più importanti e riconosciuti esponenti dell’arte contemporanea. La mostra, dal titolo Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro, organizzata da MilanoCardin collaborazione con Bill Viola Studio, promossa dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, presenta tre opere di Bill Viola capaci di creare una dialettica tra l’antica chiesa ipogea, sita nel cuore dell’antica Milano, e i temi che l’artista americano ha esplorato nei suoi lavori, come la nascita, la morte, la coscienza umana. Il percorso espositivo allestito nella Cripta del Santo Sepolcro – riaperta dopo 50 anni e diventata immediatamente una tra le principali mete culturali a Milano, con oltre 40.000 visitatori -inizia con The Quintet of the Silent (2000) in cui un gruppo di cinque uomini in piedi, molto vicini tra loro, sono attraversati da un’ondata di emozioni intense che minaccia di sopraffarli. Quando la sequenza inizia, la loro espressione, inizialmente indifferente, si modifica fino a un livello estremo, dopo di che comincia a calare, lasciando ogni persona esangue ed esausta. La lentezza del video, che permette al visitatore di cogliere appieno il mutamento dell’espressione del volto e del corpo, è caratterizzata da un chiaroscuro di stampo caravaggesco. In apertura un’immagine tratta da Bill Viola, Earth Martyr, 2014.

Bill Viola, The Quintet of the Silent, 2000,

 

Il secondo lavoro, The Return (2007), appartenente alla serie Trasfigurazioni, riflette sul passare del tempo e sul processo attraverso il quale l’essere interiore viene trasformato. Come ha notato lo stesso Viola: “da uno spazio scuro e granuloso, una donna si avvicina lentamente a un limite invisibile. Il suo passaggio attraverso la soglia tra la vita e la morte è violento, e si muove con riluttanza verso la luce trasformandosi in un essere vivente”. Il percorso nella Cripta si chiude idealmente con Earth Martyr (2014), una delle quattro opere che costituiscono l’installazione permanente Martyrs, dedicata ai quattro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco) inaugurata alla Cattedrale di San Paolo a Londra nel maggio del 2014. Il video presenta un individuo sepolto in un cono di terra che inizia a salire e a liberare il corpo, inizialmente prostrato dal peso della terra.

Bill Viola, The Return, 2007

 

 

Siamo onorati che queste tre opere d’arte in movimento siano esposte nella bella Cripta del Santo Sepolcro. Le tematiche atemporali affrontate sono fortemente connesse a questo spazio sacro, dove sono conservati i pensieri e le parole delle innumerevoli persone che nei secoli abitarono queste stanze a volta.

Bill e Kira Viola

 

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