Da ieri è disponibile in DVD e Blu Ray A Quiet Place – Un posto tranquillo (Universal Pictures H.E.). Emily Blunt è la moglie Evelyn, John Krasinski è il marito Lee. Lei è una madre/moglie alle prese con la paura delle paure: riuscire a salvare i propri figli, la famiglia, se stessa. John Krasinski è davvero il consorte di Emily Blunt nonché il regista del film. Un bel cortocircuito. Insomma, A Quiet Place è un film ‘al cardiopalma famigliare’ nato in famiglia. Che Emily Blunt ci ha raccontato così.

 

Una famiglia strana

Una famiglia misteriosa fin dall’inizio. Sono strani. Molto uniti tra di loro, genitori e ragazzini, ma capisci subito che qualcosa non va. C’è troppo silenzio. E sono loro a non voler fare il minimo rumore.Uno dei figli scompare, dopo che ha emesso un suono. Tu spettatore capisci che la regola è una sola: se fai rumore, muori… Perché le creature che circondano la casa di Evelyn e Lee hanno invaso il mondo, l’hanno anche già quasi tutto distrutto e adesso minacciano anche loro… Loro si sono salvati perché hanno una figlia sorda e sanno vivere nel silenzio, conoscono la lingua dei segni. La cosa più difficile è stata rendere questo enorme e impossibile bisogno di comunicare. Genitori e ragazzi hanno bisogno di parlarsi, ma non possono, se vogliono sopravvivere.

 

La paura di perdere i figli 

Della sceneggiatura mi ha attratto il fatto di dover portare sullo schermo una delle mie paure più profonde: non essere in grado di proteggere i miei figli. Una paura che non è solo mia, ovvio, ma di ogni madre. Il tutto scritto da mio marito. Insieme abbiamo pensato a come davvero i figli ti sconvolgono e a tutte le paure sulla perdita dei bambini: diventare genitore è come avere una ferita sempre aperta che si mette a sanguinare continuamente… Ci siamo avvicinati a questo film sentendoci molto vulnerabili, anche perché Violet era appena nata. Continuavamo a pensare a tutto quello che faremmo per difendere i nostri bambini. Cosa è pronto a fare un padre, e cosa una madre… Come i due affrontano il dolore in modo diverso.

Il silenzio

Il momento centrale del film è quando si scopre che Evelyn è incinta e deve partorire. Tutta la famiglia sa che farlo senza fare rumore è impossibile. Ci ha aiutato tantissimo creare man mano i ‘trucchi’ che la nostra finta famiglia usa per sopravvivere, per fare silenzio. La stanza insonorizzata coi materassi e i cuscini alle pareti, i percorsi di sabbia che circondano la casa e sui cui si cammina senza fare rumore. Mangiare con le mani perché le posate sono troppo rumorose. Lavare i vestiti a mano perché il motore della lavatice attirerebbe le creature assassine.

 

Io e Lo squalo

Alla fine, penso che A Quiet Place non l’avrei accettato se non ci fosse stato John. Un film simile lo fai solo se hai al fianco qualcuno di cui ti fidi ciecamente. Il mio film dell’orrore preferito, mio e di John, è Lo squalo. Il ‘bello’ quando lo rivedo è che non ho paura per l’animale, ma per quello che gli uomini sulla barca dovranno affrontare… Esattemente come nel nostro film: non fanno paura i mostri, ma la diffocoltà di sopravvivere di questa famiglia… Ecco, l’ho detto: volevamo fare il nostro Lo squalo.

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