Dal 9 all’11 marzo si tiene la 25ª edizione di Cartoomics. Presso Fiera Milano Rho
(Padiglioni 12, 16, 20) ben 45.000 mq dedicati a fumetto, cinema, videogame, cosplay, tecnologia, proiezioni, autori, incontri ed eventi speciali. Con la direzione artistica di Filippo Mazzarella la convention spazia dal fumetto (con tutti i maggiori editori italiani impegnati a presentare le loro nuove lineup con autori e ospiti speciali) al cinema (area Movies & TV con contenuti e attività esclusive dei maggiori distributori cinema e una nuova area dedicata all’Home Video e agli UniVision Days), dalla fantascienza (con un omaggio ai 50 anni di 2001: Odissea nello Spazio e le abituali sezioni dedicate) al cosplay (con i sempre attesissimi contest) e amplia il suo parco di spazi tematici: infatti, alle aree fantasy (con il Fantasy Village ispirato quest’anno al mondo di Harry Potter), games e videogame, collezionismo di pregio, action (con Umbrella Italian Division e la saga di Resident Evil e con il ring della ICW Italian Championship Wrestling) si aggiungono quelle western, horror e kids. Reduce dal successo dell’edizione 2017 (oltre 85mila visitatori) questa cattedrale del pop e dell’entertainment è in tumultuosa crescita. Per comprendere quali strade percorre Cartoomics ci facciamo guidare da Filippo Mazzarella.

 

 

 

 

Cartoomics è in continua evoluzione. Cosa ti guida nella composizione del programma anno dopo anno?

Direi innanzitutto la necessità di tenere sempre più presente le esigenze specifiche di ogni fascia di pubblico: una massa in continuo aumento (viaggiamo verso i 100.000 visitatori) e sempre più disintegrata in nicchie anche microsocopiche della cosiddetta “pop culture”, di cui cerchiamo sempre più di rendere conto al visitatore in una ricerca di impossibile intierezza.

 

Qual è la novità più rilevante del 2018?

Sono molte: innanzitutto il passaggio da due a tre padiglioni, in pratica un terzo di convention in più, che ci ha dato l’occasione di riposizionare definitivamente ogni singola area portante di Cartoomics. Poi, senz’altro l’ampliamento della sezione dedicata al cinema. Alla tradizionale Movie Time Machine, luogo d’incontro dove i fan tra un trailer e un incontro pubblico possono effettuare esperienze anche “immersive” come per esempio quest’anno i contrenuti speciali in VR del nuovo Tomb Raider, si è affiancata la possibilità di poter inglobare in Cartoomics anche una manifestazione interamente dedicata al fenomeno dell’homevideo (percepito in declino a livello di mass market, ma in realtà vivo e pulsante nei desideri dei collezionisti) come gli Univision Days diretti da Marco Spagnoli, che presenteranno panel di approfondimento, proiezioni dedicate ai piccoli e tantissimi incontri con protagonisti del cinema italiano perfettamente in linea con il target di Cartoomics come Sidney Sibilia e la gang di Smetto Quando Voglio o la scenografa di Blade Runner 2049 Alessandra Querzola. Quindi, l’apertura di nuove aree tematiche di reenactment, come quella strepitosa dedicata all’immaginario western più trasversale (dal classico Tex a Westworld). Ma anche l’annuncio di un premio Cartoomics Young per il 2019, volto a selezionare il meglio per i lettori in erba; o la presenza costante di Nicola Nocella, candidato al David di Donatello 2018 come miglior attore protagonista per Easy – Un viaggio facile facile e qui impegnato nelle vesti di “Ambasciatore della Passione” di Cartoomics, ovvero mattatore di incontri con popolari e particolari personaggi dello spettacolo (come Franco Trentalance o Herbert Ballerina) incentrati sulle loro passioni per il fumetto, i cartoon, il videogaming. Infine, la Cartoomics University: un nuovo agorà situato nella prestigiosa area collezionismo dedicato non a incontri di promozione editoriale ma a vere e proprie “lezioni” di maestri del fumetto, del cinema, della sceneggiatura, degli effetti speciali, della musica e della cultura. Qualche nome: Silver (con Francesco Salvi), Bruno Bozzetto, Andrea Mutti, Vince Tempera con Luigi Albertelli, Sergio Stivaletti, il fillosofo Giulio Giorello (impegnato in uno stimolante excursus sull’elemento fantastico e horror nella cosmogonia di Tex Willer), Roberto Recchioni, Emiliano Mammucari e moltissimi altri.

Da dove nasce la necessità di aprire una parte teorica come Cartoomics University?

Definirla “parte teorica” mi sembra fin serioso, anche se fatalmente una delle sue possibili declinazioni è questa. Diciamo che la denominazione University è scherzosa, ma che l’esigenza per cui è stata ideata è davvero quella di aprire uno spazio “altro” rispetto ai canonici incontri tra il pubblico e i suoi beniamini. Un momento, chiamiamolo così, di espansione culturale.

 

A prima vista il cinema si va sempre più espandendo, con quale obiettivo?

Quello principale è rendere conto in modo esaustivo dei sempre più stretti legami fra il cinema (segnatamente Hollywood, anche se qualcosa sta muovendosi finalmente anche dalle nostre parti) e il mondo del fumetto; e tenere il pallino sul tema dell’animazione, ma anche delle webseries e dei fanfilm, tutte propaggini inerenti alle tematiche di una manifestazione come la nostra e su cui il direttore del Cartoomics Theatre Andrea Leone Milan sta facendo da anni un’ottima attività di scouting. Poi, chissà: stiamo pensando di poter mettere il nostro marchio su iniziative e operazioni che potrebbero vedere Cartoomics anche come protagonista attivo in questi campi. Ma è ancora prematuro parlarne.

 

Fra i numerosi ospiti chi non si può mancare?

Non me ne vogliano le centinaia di disegnatori, sceneggiatori, coloristi, artisti, attori, registi, produttori e tecnici presenti a Cartoomics 2018, ma credo siano i nostri due premiati di quest’anno. L’incontro con il maestro Altan di sabato 10 marzo alle 17 (riceverà il Cartoomics Artists Award, giunto alla sua terza edizione e che negli scorsi anni ha premiato Milo Manara e Giorgio Cavazzano) e quello di domenica 11 alle 15.15 con Bruno Bozzetto (che riceverà il Cartoomics Directors Award, giunto alla sua seconda edizione e nel 2017 conferito a Dario Argento) si annunciano tra gli eventi “più imperdibili” di questa tornata. E tengo molto anche alla lezione di Giulio Giorello su Tex, di cui ho già detto, oltreché a un evento speciale concordato con un amico quasi fraterno, Andrea Santonastaso, che domenica 11 alle 13.15 leggerà estratti da un suo bellissimo monologo teatrale (Mi chiamo Andrea – Faccio Fumetti) scritto da Christian Poli e dedicato ad Andrea Pazienza. Anche perché tra il pubblico ci sarà uno spettatore d’eccezione: suo padre Pippo Santonastaso, che è un vero mito della mia infanzia.

Vedere-provare tutto è impossibile. Come dovrebbe muoversi il visitatore accorto e curioso?

Ecco. Se ci poteva essere una domanda difficile, è arrivata. Sinceramente? Non lo so. Il mio consiglio è quello di non buttarsi subito a capofitto tra i 45.000 mq degli stand, ma perdere quei dieci minuti necessari a individuare sul programma distribuito all’ingresso i propri possibili luoghi di elezione e poi programmare la giornata (o le giornate) andando, come si diceva qualche tempo fa, dove porta il cuore. Mi rendo conto di avere eluso la richiesta, ma è un problema che ho avuto anche io di fronte a una “roba” così sterminata: mi è capitato in riunione di di dire “potremmo pensare di aprire anche un’area dedicata a ______ (riempite voi lo spazio)?” e sentirmi rispondere con il tono con cui si risponde ai rincoglioniti “C’è già…”.

 

Per il futuro si può ipotizzare di coinvolgere maggiormente la città?

Quando iniziai la direzione, sette anni fa, la prima cosa che proposi fu quella di organizzare un fuorisalone. Ci provammo, con successo, con la “Cartoomics Week” al cinema Arcobaleno dove nei quattro giorni precedenti la convention stipammo una quantità esagerata di proiezioni e incontri che non si sarebbero ripetuti a Cartoomics coordinandoli con feste, serate a tema, microeventi in locali e mostre fuori sede. Una fatica terribile che diede risultati promettenti. Poi Cartoomics iniziò a diventare un “mostro” che richiedeva di concentrare il fuoco tutto sull’evento e abbandonammo l’idea di ampliare anche quell’aspetto per rimanere vivi e assicurare al pubblico una continuità che da defunti non avremmo, ça va sans dire, più potuto dare. Ma uno dei nostri obiettivi, oggi, è quello di tenere viva l’egida di Cartoomics con degli eventi periodici mirati tra un’edizione e l’altra. Lo dico qui per la prima volta: abbiamo già avviato le consultazioni per quelle che si potrebbero chiamare “Cartoomics Nights”: serate aperte da incontri con grandi personalità del fumetto e dei cartoon in location non necessariamente fisse (e non necessariamente a Milano…) e chiuse da proiezioni, anteprime, performance o addirittura concerti.

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