Ci ha pensato l’Iguana a travolgere il festival di Cannes. Per distacco Iggy Pop è stato il trionfatore degli incontri stampa. Il più divertente, scanzonato, sulfureo e irriverente.  Un  quasi settantenne (è nato nel 1947) che ha sabotato il cerimoniale presentandosi in zoccoli e affrontando la proiezione del documentario Gimme Danger (dal titolo di una leggendaria canzone) di Jim Jarmusch con una giacca portata sopra il petto nudo. Un po’ di sano rock ‘n’ roll per svegliare la Croisette, mentre Jarmusch spiegava:” Il film non è solo un documentario sulla vita di Iggy che è un mio grande amico. In realtà penso che sia soprattutto una dichiarazione d’amore per The Stooges, la mia band preferita. Il titolo viene da una canzone strepitosa che ha il grande merito di riassumere perfettamente la storia del gruppo e dell’inferno che hanno affrontato quando hanno raggiunto il grande successo.”

 

I ricordi

Vedere il film mi ha un po’ impressionato. Ma davvero ho combinato tutto questo? Cristo, non me lo ricordo, non è che prendessi appunti. Oggi non voglio essere cool, men che meno punk rock, non desidero nemeno essere alternativo, desidero semplicemente essere. E vi assicuro che non è facile. Non ho rimpianti e non sono un tipo da nostalgia anche se mi rendo conto che la stagione di The Stooges ha influenzato decine di band, è un fatto innegabile. Abbiamo spazzato via gli anni sessanta con le sue ipocrisie. Ma nulla era pianificato. Lasciavamo che le cose ci capitassero, come band non avevamo nessun sogno da inseguire. Io ero sempre molto poco lucido, ero quasi sempre fatto di lsd.  Se devo pensare a qualcuno che abbia avuto un grande effetto su di noi non posso che citare gli Mc5 e i Velvet Underground.

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La droga

Non mi faccio più, al limite mi concedo un buon bicchiere di vino. Sono sopravvissuto a decenni di droga. A chi mi chiede come ho fatto non posso che rispondere che col passare del tempo devo avere sviluppato degli anticorpi fenomenali. Non c’è altra spiegazione. Devo ringraziare anche i miei genitori, mi hanno sempre assecondato, specie mia madre. Ogni volta che tornavo a casa mi prendeva in parte e mi diceva: devi almeno tentare di limitarti. Con onestà devo ammettere che non le ho mai dato retta per tutto ciò che riguardava la droga e il sesso. Come potevo astenermi dal divertimento?

 

Il film

Nelle interviste e dichiarazioni di oggi sono stato molto onoesto e sincero. Per quanto riguarda i numerosi spezzoni d’epoca, dietro le quinte, partecipazioni a trasmissioni televisive e clip devo premettere che non c’è nulla di mio. Il merito va tutto alla produzione si è impegnata in un paziente lavoro di ricerca soprattutto fra i collezionisti e i fan più sfegatati. Una bella mano l’hanno data anche i nostri  vecchi spacciatori, dei veri  sentimentali. Personalmente non ho mai conservato niente. Anzi una cosa che mi sta molto a cuore del passato c’è e sono le meravigliose fotografie di mia mamma che oggi non c’è più.

 

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