45-anni-06-e1444336417213“When a lovely flame dies/smoke gets in your eyes”. Fumo negli occhi: ecco cosa resta dopo quarantacinque anni di matrimonio, che Kate e Geoff, coppia senza figli, si appresta a celebrare con gli amici. Il film del giovane Andrew Haigh racconta la coppia nei cinque giorni che li separano dall’anniversario mentre i preparativi, sempre diretti da Kate, apparente regista e dominatrice tra i due, man mano sfumano in secondo piano e si sgretolano, invece di unire, di essere condivisi, mentre si sgretola anche l’illusione della loro unione. È una solida routine, fatta di dettagli perfino affettuosi, quella che condividono Kate e Geoff Mercer, ormai in pensione, nella loro casa piena di cose, immersa nella campagna inglese e attraversata da silenzi ieratici in cui un senso di pace domina su questa stagione autunnale della vita. Ma qualcosa sta per infiltrarsi silenziosamente nelle crepe della relazione: ad una settimana dalla festa per i quarantacinque anni del loro matrimonio, Geoff viene informato da una lettera che il corpo della sua prima fidanzata, Katya, è stato ritrovato intatto su un ghiacciaio delle Alpi svizzere, dove la donna era precipitata cinquant’anni prima morendo. Il ricordo di questa passione, letteralmente “scongelata” dal tempo, risveglia nella sua mente fantasie di quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Per Kate, invece, la scoperta di un amore su cui il marito è sempre stato avaro di dettagli, coincide con la consapevolezza che tutto quello che ha pensato fino ad allora sul loro matrimonio è un illusione, un fraintendimento, poco meno del fumo negli occhi della canzone dei Platters che tanto significato semb45-anni_katerava avere per loro. Man mano che il mistero della morte di Katya si dipana, tutto viene investito da una nuova luce e da una nuova  prospettiva. E mentre passano i giorni, scanditi dalla solitudine del paesaggio e di chi ci vive e da silenzi sempre più abissali, le crepe rivelano a Kate, che ci siamo illusi essere la regista di questa tranquilla coppia inglese, la finzione e l’inganno che il suo matrimonio è stato: ha organizzato sempre tutto nei particolari, ha creduto di essere amata, ma nelle decisioni importanti, come conclude lei stessa, non ha contato niente. Di lei e Geoff non ci sono foto, da appendere, da mostrare agli amici, da sfogliare su un album per ricordare: ma le tante immagini di Katya, che tragicamente scopre Kate, sempre giovane, come un amore che sboccia e intatta, come deve essere quel corpo custodito dai ghiacci, la fanno esistere, vitale, tanto e più di Kate.

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Smoke gets in your eyes: è la canzone che hanno suonato al matrimonio dei Mercer, la “loro” canzone e quella che Kate ha scelto per aprire le danze del loro anniversario. Le ha scelte tutte Kate le canzoni da suonare, per la verità, ma quando le elenca al dj esita, non sa più se sono mai esistite, condivise e sentite, o sono meri simulacri, che hanno senso solo per lei. Nel finale il brano dei Platters diventerà un gioco grottesco in cui le parole, che parlano dell’amore e di come si possa dimostrare (“They asked me how I knew/my true love was true ….Something here inside/ cannot be denied”) si intrecciano alla nuova consapevolezza di Kate dopo la scoperta che ha gettato nuova luce sul suo matrimonio. “All who love are blind”: tutti quelli che amano sono ciechi. Come puoi sapere di conoscere veramente la persona amata? E come può un amore, fiaccato dal tempo, competere con un altro interrotto al suo sbocciare? Tratto dal racconto In another country dello scrittore David Constantine, 45 anni si distingue per una regia sobria e lucida, che si infila nelle crepe della relazione tra Kate e Geoff, nella loro casa piena di cose che pesano sul matrimonio come una tassonomia fredda e sorda. La routine, come i movimenti di macchina, scandiscono i cinque giorni che separano i Mercer dalle festa del loro anniversario, come i titoli di testa sono scanditi dal suono, inesorabile, delle diapositive che daranno a Kate una nuova e tragica consapevolezza sul suo matrimonio. Charlotte Rampling e Tom Courtenay potrebbero stare in scena non solo come Kate e Geoff Mercer, ma anche come icone del cinema che un tempo hanno impersonato (il Free Cinema, la Swinging London) e che non esiste più, come il loro amore che forse un tempo c’è stato ma ora è sfiorito, fiaccato dalla prova del tempo, da una routine che ha costruito Kate e che Geoff ha fatto solo finta di condividere per puro quieto vivere, per abitudine.

 

 

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