È il sentimento dell’energia a tenere ferma la barra del cinema di Johnnie To. La vena noir che tracciava geometrie nelle coscienze ombrose dei personaggi si è spinta, nell’ultimo decennio, in territori cromatici più ampi, che stanno gioiosamente nella commedia sentimentale, spesso musicale. Cambia il genere, ma lo schema resta ancorato alla definizione di coreografie organiche con lo studio di scenari ben definiti, mondi ed esistenze che racchiudono in sé universi determinati. Lo dimostra anche questo Chasing Dream (Chihuo Quan Wang), scritto e prodotto assieme allo storico socio Wai Ka-fai, uscito in patria lo scorso novembre e presentato al Far East Film Festival 22, edizione on line, dove è disponibile per la visione on demand sino a fine manifestazione. Si tratta di un ibrido tra commedia musicale e dramma sportivo, in cui due personaggi inseguono il sogno di un successo che vada al di là della semplice notorietà, ma coinvolga anche i loro sentimenti e la felicità. Da una parte c’è Tiger, un campione del circuito MMA, le Arti Marziali Miste altamente spettacolari tanto amate in Asia, dall’altra c’è Cuckoo Du, una ring girl col sogno di diventare una cantante: lei deve una somma alla gang che ha sotto contratto Tiger, lui se ne fa garante e la aiuta a coronare il suo sogno di rivalsa partecipando al talent show Perfect Diva, condotto da un vanitoso divo musicale, che in realtà le ha rubato tutte le canzoni che lo hanno reso noto.

 

 

Come spesso in Johnnie To, il passato e il segno delle origini sono il cono d’ombra nel cui spazio si muovono le coscienze dei protagonisti, mentre i sentimenti e l’amore in particolare sono un’ipotesi in cerca di verifica. Sicché per Tiger si tratta di fare i conti con il suo maestro, i cui insegnamenti ha tradito per raccogliere il successo nell’MMA, mentre per Cuckoo Du è la casa in cui la vecchia nonna vive in attesa del suo ritorno a determinare le sue scelte. Per entrambi i personaggi il film costruisce uno schema di rivalsa che, nella sua classicità e prevedibilità, funziona soprattutto nella spinta sentimentale e nella dinamica figurativa che Johnnie To sa garantire. Il suo è un cinema che resta legato a una visualizzazione spaziale delle emozioni in gioco e delle relazioni in atto e non perde certo di efficacia e passione anche nella versione commediale che preferisce adottare ora. Viene meno di sicuro l’iconicità garantita dalla raffigurazione noir dei suoi film che abbiamo maggiormente amato, ma, a guardarli con la sincerità e la serenità che richiedono, anche i suoi film di quest’ultimo decennio rispondono alla medesima ratio cinematografica di capolavori come A Hero Never Dies, PTU, Breaking News, Election e via elencando. Basti pensare al sottovalutato Office, notevole musical minnelliano di cinque anni fa, sublime nelle dinamiche spaziali e nelle coreografie visive, per avere un’idea di come Johnnie To non abbia perso un grammo della sua maestria, ma la stia indirizzando verso energie differenti. Chasing Dream corrisponde perfettamente a questa linea: che si tratti di lotte sul ring o di esibizioni canore televisive, il regista cerca la linea visiva per tenere insieme l’individuo, il gruppo, la scena e il Cinema, quest’ultimo inteso come entità che unifica e armonizza gli elementi. La passione pura, quasi ingenua che Johnnie To mette in un film come questo è in realtà la funzione effettiva del suo filmare: lo dimostrano scene corali come quella in cui Cuckoo si esibisce sul tetto della casa della nonna e il regista si spinge in un “tutti in scena” diegeticamente espanso, o le sequenze in cui Tiger si esibisce come cuoco del suo ristorante. O ancora la soluzione finale, in cui il cinema tiene insieme i due set (quello del talent show e quello del ring) per far ritrovare i due protagonisti.

 

Guarda il film (sino al 4 luglio)

https://www.mymovies.it/live/feff/movie/chasing-dream/

 

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