Primo Levi su K.Z. disegni degli internati nei campi di concentramento

A misuKZ_Copertinara che il passare degli anni ce ne allontana, e benché i decenni che sono seguiti non ci abbiano risparmiato violenze ed orrori, la storia dei Lager hitleriani si delinea sempre più come un unicum, un episodio esemplare a rovescio: l’Uomo, tu uomo, sei stato capace di far questo; la civiltà di cui ti vanti è una patina, una veste: viene un falso profeta, te la strappa di dosso, e tu nudo sei un mostro, il più crudele degli animali. Da allora, il nazionalsocialismo (a meno di poche voci deliranti che ne giustificano i crimini, o li negano, o addirittura li esaltano) vale come riferimento, come il nodo da evitarsi. Su di esso sono comparse innumerevoli opere di testimonianza e di interpretazione, ma mancava finora in Italia un libro come questo. Penso che, al di là della pura commemorazione, esso abbia un valore suo specifico: a descrivere quell’orrore, la parola risulta carente. Le immagini qui riprodotte non sono un equivalente o un surrogato: esse sostituiscono la parola con vantaggio, dicono quello che la parola non sa dire. Alcune hanno la forza immediata dell’arte, ma tutte hanno la forza cruda dell’occhio che ha visto e che trasmette la sua indignazione. In questa rassegna – Benvenuti lo ha visto molto bene – le opere fatte dopo, in studio, a freddo, sarebbero state una stonatura, allo stesso modo che suonano stonati, anche quando scritti con l’intenzione più pura, i libri in cui il Lager è stato romanzato. Qui, salvo poche eccezioni, le opere sono nate là, per mano di chi ha visto e subìto; e le eccezioni sono per lo più dovute a coloro che sono entrati nei Lager come liberatori, e ne hanno colto le ultime immagini convulse. L’Autore non è superstite dei campi di concentramento. È un uomo attento e pio, sensibile al passato e al presente; è un pittore poeta a cui, specie dopo questo singolare libro da lui lungamente meditato, tutti dobbiamo qualche cosa.

Primo Levi 27 ottobre 1981

 

 

Arturo Benvenuti

Arturo Benvenuti

Quella che avete appena letto è l’introduzione che Primo Levi scrisse a corredo dell’eccezionale lavoro di ricerca e raccolta di disegni fatti dagli internati nei lager. Arturo Benvenuti  ha impiegato 40 anni per compiere la sua impresa. Poeta, pittore, critico d’arte, ricercatore storico-documentale della provincia di Treviso (classe 1923), Benvenuti ha realizzato un progetto incredibile. Con alla base una grandiosa organizzazione materiale, fatta di anni di ricerche in tutto il mondo e di selezione delle testimonianze è riuscito a mettere insieme 250 tra disegni, incisioni e acquerelli provenienti dai campi di concentramento che ora sono un libro: K.Z. – disegni dai campi di concentramento nazifascisti (Edizioni Beccogiallo, pag.276,  euro 26). Cronista dell’orrore, costruttore di un’impervia, lacerante testimonianza, Benvenuti afferma che il libro è un cotributo alla giusta rivolta da parte di chi:” sente di non potersi rassegnare, nonostante tutto, ad una realtà mostruosa, terrificante. Di chi crede che si debba ancora e sempre resistere. Senza vuote parole. Senza retorica. Così come senza parole e senza retorica hanno saputo resistere gli autori di queste immagini, tremende testimonianze di una immane tragedia. Atti di accusa, ma anche inequivocabili messaggi di ieri per l’oggi. Senza inutili discorsi. Non ce n’è davvero bisogno.”

 

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