«…E la mia squadra e io, io e la mia meravigliosa squadra, scoppiammo a ridere. Giuro che ridemmo tutti quanti insieme. Potevamo ancora ridere, all’inizio di quella tremenda stagione. Lo giuro…»
Pat Conroy – La mia stagione no (ed. Bompiani)

 

 

L’unicità e l’imprevedibilità di un’azione sportiva in diretta e la meraviglia del gesto atletico decisivo mancano come ossigeno a tutti gli appassionati. In attesa che la situazione dei campionati e delle varie competizioni si ristabilizzi in maniera sicura (speriamo non solo per gli spettatori ma anche per i giocatori…), non ci resta che rivedere partite di cui conosciamo già il risultato o azioni che ricordiamo a memoria (le indimenticabili finali NBA del ’98 o quelle dell’anno scorso, per esempio). Dopo l’ennesima replica della linguaccia di “Airness” Jordan in azione, di un recupero decisivo di Steve Kerr o una spettacolare entrata a canestro di pura classe di Kawhi Leonard, meglio forse recuperare alcuni documentari su grandi storie, personaggi, squadre del passato più o meno recente. Per gli appassionati di sport – ancora in assenza di quello giocato – è dunque una vera benedizione la nuova serie di doc sportivi di Sky. Ogni venerdì (fino al 31 luglio) su Sky Sport Uno (anche on demand e su Now Tv), Federico Buffa introduce (e soprattutto commenta e realizza un approfondimento illuminante dopo il film) un documentario sportivo. Con la sua impareggiabile capacità di narrare, sezionare, ri-epicizzare e far rivivere a parole e nella nostra memoria l’azione, la vita e l’“arte” sportiva del campione al centro della scena (le sue parole su Moser e il primo doc della serie avevano la potenza di un cantastorie senza tempo).

 

 

Dal ciclismo al calcio, dalla boxe al basket, dall’atletica all’automobilismo. Molte discipline sportive avranno un proprio capitolo cinematografico e un commento di Buffa. Il primo appuntamento è stato Moser. Scacco al tempo, sul campione italiano di ciclismo, mentre in occasione del prossimo (il 5 giugno) si vedrà finalmente su una tv italiana uno dei documentari più amati (e controversi) da tutti gli appassionati di pallacanestro. Si tratta del doc ESPN Once Brothers di Michael Tolajian (1993), dal titolo ritradotto in italiano come Divac e Petrovic: mai più fratelli. Anche se a ben vedere “fratelli” forse non lo sono mai stati. Ripercorre le vittorie con la nazionale jugoslava di due fenomeni assoluti del basket europeo, capaci di andare a marchiare poi quello NBA. Mette a fuoco l’amicizia tra i due campioni prima che la guerra civile e poi la morte di Drazen li dividesse per sempre. Once Brothers è certo un film magnifico – come quasi tutti i lavori griffati 30 for 30 ESPN – a tratti perfino commovente, ma osserva Stefano Olivari in Gli anni di Drazen Petrovic (ed. Indiscreto, p. 142): «Un bellissimo documentario […] però tutta l’opera è fondata su una forzatura, cioè la grandissima amicizia fra i due campioni che solo la politica e la guerra avrebbero rovinato…» Il film è potente per materiale d’archivio, montaggio, ritmo cinematografico, amore per il “Gioco”, ma quanto a realismo sull’amicizia fraterna, secondo molti, lascia a desiderare. Di Drazen Petrovic posso dire che quando lo vidi giocare una partita in casa con i suoi New Jersey Nets e battere gli Charlotte Hornets di Muggsy Bogues, Alonzo Mourning e Larry Johnson, nel dicembre del 1992, fu un vero spettacolo per gli occhi. Classe sopraffina, assist clamorosi, che parevano impossibili, nessuna paura anche per chi era più grosso e alto venti centimetri più di lui, capacità di dominare una partita non facile (vinta di un punto, 103 a 104). Il nome che determinò quella vittoria allo scadere, a parte Chris Morris, era solo il suo. Un nome slavo tra le stelle USA…Vlade Divac purtroppo non l’ho mai visto giocare dal vivo, ma che genere di campione sia stato lo sappiamo ripensando a quanto riuscisse a fare valere il proprio fisico e il proprio tiro in post basso con il Partizan Belgrado, con la nazionale jugoslava prima, serba poi, e con i Lakers, gli Hornets e i Kings in NBA. In occasione di una mia recente intervista proprio a Federico Buffa, lo stesso storyteller mi ha raccontato, a proposito di Once Brothers: «è considerato da tutti il migliore documentario sul basket e, almeno in parte, lo è. È diventato un vero e proprio film di culto per tutti i “baskettari” e gli appassionati. Però Djordjevic, che ha giocato a lungo in Italia e oggi allena la Virtus Bologna, una volta mi disse: “Once Brothers è bello, piace anche a me… ma allo stesso tempo, fidati, Vlade e Drazen non sono mai stati così amici come vogliono raccontarci gli americani! Ricordo che quando noi (serbi, nda) del Partizan andavamo a giocare a Sebenico (Croazia), la madre di Petrovic lanciava degli insulti davvero inimmaginabili. Cose irriferibili. E Drazen, anziché andare dalla madre e dire: “Dai, mamma, sono miei compagni di nazionale!”, le diceva “Dai mamma, digliene di più, ancora di più!”. Quando nel film americano vedevo questi due “amici”, il serbo e il croato, pensavo: “Così amici? Dai, a chi credono di raccontarla?!”».

 

 

Dopo Once Brothers, su Sky Sport Uno passeranno in rassegna altri sette documentari. Tra i tanti il “santino” di Kusturica su Diego Armando Maradona (Maradona By Kusturica), Il profeta del gol su Johan Cruijff e l’imperdibile I Am Ali di Clare Lewins (con accesso esclusivo agli audio-diari del campione Muhammad Ali). Su Ali proprio Buffa ha realizzato uno dei suoi spettacoli teatrali più potenti e memorabili (A Night in Kinshasa), una puntata di SkyBuffaRacconta (visibile on demand su Sky) e ha scritto un libro con Elena Catozzi (Muhammad Ali. Un uomo decisivo per uomini decisivi, ed. Rizzoli).
Buone visioni.

 

PROGRAMMAZIONE SkyBuffaPresenta – OGNI VENERDÌ ORE 22.30 SU SKY SPORT UNO e NOW TV

05 giugno 2020 – Once Brothers – Divac e Petrovic: mai più fratelli
12 giugno 2020 – Maradona by Kusturica
19 giugno 2020 – Il profeta del gol. Johan Cruijff
26 giugno 2020 – Andrés e Pablo: i due Escobar
03 luglio 2020 – 9,79 – 100 metri di vergogna
10 luglio 2020 – I am Ali
17 luglio 2020 – I am Bolt
24 luglio 2020 – Ferrari 312B
31 luglio 2020 – The class of 92

 

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