L’ingegneria genetica è riuscita a spezzare i legami stabiliti dalla natura nel corso di milioni di anni ibridando gli esseri umani con gli animali. Leopardi dalla testa di donna, umani rana o delfini antropomorfi sono solo alcuni dei ritrovati della scienza che, finanziata da multinazionali il cui fine è, ça va sans dire, il potere e in particolar modo quello derivato dal profitto, fabbrica quelli che in definitiva sono costosi sistemi d’arma fatti per essere schierati nei campi di battaglia in missioni che richiedono un’alta preparazione e, possibilmente, un certo grado di sacrificabilità. Spesso l’umanità è cieca, specie quando è il profitto a oscurarle la vista, e non si avvede di tutte le variabili che vengono messe in movimento andando a variare equilibri di ordine più grande. Gli ibridi uomo-animale, per esempio, potrebbero sviluppare pensieri e obiettivi tutti loro. Designs, di Daisuke Igarashi (Coconino Press, 5 volumi a 14, 90), è un seinen manga di altissimo livello, con tutta probabilità una delle opere migliori pubblicate nel 2025 (benché la prima uscita risalga a Lucca Comics and Games dell’anno precedente). L’opera appartiene a quel tipo di fantascienza concettualmente densa e con molteplici livelli di lettura, certamente quello della bioetica e e quello della politica, che costringe il lettore ad alzare l’asticella ma ripagandolo con un’indagine ricca e mai confortante. Igarashi non ci prende per mano e non spiega quel che ha da dire in maniera semplice o didascalica. Tutto è lì, suggerito, da vedere, uno show don’t tell elevato al ragionamento filosofico, d’altro canto narrativa filosofica è ad avviso una definizione calzante di fantascienza, e scevro di quei tecnicismi da manuale di sceneggiatura che ne hanno ucciso l’estetica in troppa letteratura che oggi si limita a seguire le direttive di un certo storytelling in maniera scolastica.
Quello di Igarashi è il vero show don’t tell, un patto con il lettore che compie un atto di fiducia nei confronti delle sue capacità e lo invita con grande rispetto a un dialogo di alto livello. Esteticamente, Designs è un fumetto di classe. Il tratto di Igarashi è raffinato, pulito e con un’impronta profondamente professionale, dettagliato nella rappresentazione del mondo e dinamico nelle scene d’azione in cui l’accelerazione del ritmo degli eventi si percepisce ma senza l’esagerazione nell’uso di linee cinetiche o effetti speciali. Tutto è composizione e coreografia, ogni elemento è pensato e disposto con eleganza per creare scene che si lasciano guardare a lungo. Daisuke Igarashi sfrutta pienamente gli strumenti di quello che è un medium sì narrativo, ma anche visivo. La caratterizzazione dei personaggi è poi funzionale e mai ipertrofica ma sempre azzeccata, il pensiero degli ibridi uomo-animale, gli HA, si percepisce come dotato di una componente aliena, non completamente assimilabile al nostro, sottilmente inquietante nel lasciar intendere la possibilità che l’evoluzione della vita possa prendere una svolta poco o nulla antropocentrica e che la nostra mente, in tal senso, non sia affatto il picco raggiungibile dalla natura. Designs è un manga difficile, mai consolante, mai compiacente, mai sopra le righe, veicola i propri contenuti con una lucidità inquietante lasciando aperte le domande che pone.