In un paesino del Giappone rurale degli anni ’50, un medico non più giovane conduce una vita tranquilla e senza eventi significativa con la moglie che ne ascolta le continue lamentele e la cagnolina Betty. A sconvolgere la routine della coppia arriva Honami, la loro nipote turbolenta che, allontanatasi da casa dopo l’ennesimo attrito con i genitori, trascorrerà con gli zii il tempo necessario per prepararsi all’esame che dovrà sostenere per entrare nella facoltà di veterinaria. Il percorso di crescita della ragazza allegra e spigliata fatto di studio e dell’incontro con un improbabile mentore che desidererebbe sposarla corre in parallelo con la vita di tutti i giorni dello zio, un uomo austero ma al tempo stesso umano, in una serie di momenti di vita quotidiana che descrivono i protagonisti e la loro evoluzione raccontando i gesti piccoli e i pensieri di ogni giorno nel Giappone del secondo dopoguerra, una terra in cui si vive, si soffre e si gioisce in punta di piedi. Adattamento a fumetti dell’omonimo romanzo di Fujieda Shizuo, L’arte della sopportazione di Kawakatsu Tokushige (Coconino Press, pag.280, euro 17) si ispira a un genere del manga nato negli anni ’50, detto Gekiga, una forma di narrazione destinata a un pubblico adulto, e non al pubblico tradizionale del mezzo, quello giovanile, caratterizzato da storie più mature e sofisticate nella scrittura e più realistiche nel segno grafico.

Aggettivi calzanti per un’opera di alto livello, intensa quanto complessa nel suo ancorarsi al quotidiano per sondarne le sfumature minime senza la ricerca del dramma sopra le righe o della reazione emotiva semplice. Tokushige racconta l’arco dei suoi personaggi un passo per volta, giorno per giorno in un contesto quotidiano raccontato con un’essenzialità spartana, priva di accenti esagerati che spingano anche solo lontanamente nella direzione dell’esagerazione. Eppure l’opera è articolata sia a livello di trama, gli eventi che si succedono non sono pochi, sia a livello di scrittura, i cambi di registro non mancano e l’ironia spezza una superficie altrimenti uniforme di pacata riflessività. Ciò succede sia nella sceneggiatura che nelle tavole di Tokushige che, in un’opera dominata da un tratto per lo più realistico, semplice e pulito, tratteggia talvolta personaggi cartooneschi che vanno a intrecciarsi in un tessuto narrativo ricco e completo che in cui testo e disegni lavorano in una sinergia che rende il racconto solido e compatto in quel che trasmette al lettore. Certo il ritmo non è sempre elevato, anzi, ma di ciò L’arte della sopportazione beneficia anziché risentire perché questo è quel che lo spirito della storia richiede, un passo adatto a trasmettere al lettore la delicatezza della caratterizzazione dei personaggi e delle loro interazioni. Elegante e profonda, L’arte della sopportazione richiede una lettura lenta e ragionata, aperta alle interruzioni per riflettere ma non per questo meno scorrevole.



