Sempre più portato a essere, tra i grandi festival internazionali, quello che maggiormente cerca di tenere insieme la ricerca sui film e gli autori nuovi e l’incontro e la discussione sulle questioni del fare cinema nel mondo, l’International Film Festival Rotterdam annuncia, alla vigilia della sua 55 edizione (dal 29 gennaio all’8 febbraio), un parterre di presenze molto interessante. Tra le presenze che accompagneranno a Rotterdam i loro film ci sono Tilda Swinton e Cynthia Beatt (Heart of Light – Eleven Songs for Fiji), Olivier Assayas (IL mago del Cremlino), Mario Martone (Fuori), Kleber Mendonça Filho (L’agente segreto), Ildikó Enyedi (Silent Friend), Sergei Loznitsa (Two Prosecutors), Pom Klementieff e Guillaume Nicloux (Mi amor) Kent Jones (Late Fame), Annemarie Jacir (Palestine 36) e Mascha Schilinski (Sound of Falling). Ma è la lineup dei Talk a costituire uno dei punti forti del festival, strutturata com’è in Big Talks, con dialoghi tra figure di fama mondiale provenienti da diverse discipline, e Tiger Talks, che offre approfondimenti su temi legati al cinema e affronta questioni quali il femminismo, l’eredità del colonialismo e il ruolo sociopolitico del cinema. Si tratta di una programmazione che, come sottolinea Vanja Kaludjercic, direttore dell’IFFR, apre “uno spazio per idee che affascinano, ispirano e intrattengono”, con l’obiettivo di animare “dialogo e coinvolgimento, offrendo al pubblico una serie di discussioni stimolanti, per offrire nuove prospettive e scoperte inaspettate”. In apertura una immagine di Late Fame di Kent Jones.

I Big Talks vanno da quello tra Kleber Mendonça Filho e Carla Simón, che discuteranno di come il cinema possa dare forma alla memoria, sia intima che storica, a quello tra Valeria Golino e Hiam Abbass, dove l’attrice italiana e quella palestinese (a Rotterdam con 2 film: Palestine 36 e The Arab) parleranno delle loro lunghe carriere internazionali, che spaziano dal cinema d’autore alle acclamate serie televisive. Gli altri Big Talk in programma sono A Queer Family Affair con John Lithgow e il cast olandese di Jimpa; Marwan Hamed, protagonista di una retrospettiva del festival, e il regista egiziano Yousry Nasrallah; il compositore e ingegnere del suono francese Nicolas Becker e l’attore, musicista e sound designer Simon Fisher Turner, collaboratore storico di Derek Jarman; Yorick Le Saux, il direttore della fotografia vincitore del Robby Müller Award di quest’anno, che parlerà del suo approccio cinematografico, le sue ispirazioni e i momenti salienti della sua carriera.

I Tiger Talks in programma avranno invece per protagonisti: l’ensemble di artisti belgi e congolesi Collectif Faire-Part, che esplora la storia coloniale del Belgio, le dinamiche di potere contemporanee e la resistenza collettiva radicata nella decolonizzazione; gli artisti di Art Directions Silvia Gatti e Jacco Gardner parleranno insieme al pioniere dei videogiochi Jeff Minter di come incorporano le “macchine” nel loro lavoro; Tetsuya Maruyama sarà protagonista di una conversazione in cui racconterà come coltiva la creatività nell’emulsione e nella luce e la porta alla vita a modo suo. Ci sarà poi un Tiger Talk sul cinema al femminile, una su Queerness e politica del XXI secolo e una che indagherà il V-Cinema giapponese, cui è dedicata una retrospettiva del festival. Per quanto riguarda l’Italia, oltre alle presenze di Mario Martone e Valeria Golino che accompagnano al festival il loro film Fuori, ci saranno Riccardo Milani con La vita va così e Andrea di Stefano con Il maestro. Gli altri due film italiani presentati a Rotterdam 55 sono Nino. 18 giorni di Toni D’Angelo (sezione Cinema Regained) e White Lies di Alba Zari (in Bright Future).


