Educati e gentili

Da quando i cinema sono stati chiusi e la pandemia ha costretto tutti noi a restare a casa, Fondazione Cineteca Italiana (ovvero la Cineteca di Milano) ha aperto i suoi archivi. Il vasto catalogo online, disponibile in streaming gratuito, si compone principalmente di tre contenuti: alcuni film indimenticabili che hanno fatto la Storia del cinema muto come Uomini della domenica di Robert Siodmak ed Edgar G. Ulmer (1928), Femmine folli di Erich Von Stroheim (1921), Crepuscolo di Gloria di Josef Von Sternberg (1928) e il celebre Faust di Friedrich Wilhelm Murnau (1926); frammenti e reperti dedicati alla città di Milano che raccontano una metropoli inedita e sotto diversi punti di vista come il cortometraggio Milano liberata, immagini documentarie della liberazione della città da parte delle truppe alleate alle soglie del 25 aprile 1945, o il cortometraggio Milano ’83, un viaggio insolito e suggestivo al principio degli anni Ottanta, fra moda, arte e brulicante vita quotidiana; lavori nascosti o poco conosciuti di registi affermati.

 

Bambini in città

 

Bambini in città (1946) ed Educati e gentili (1970) appartengono a quest’ultimo gruppo. Si tratta infatti rispettivamente di un cortometraggio e di un episodio di una docu serie televisiva firmati da Luigi Comencini, autore assai noto e tra i fondatori della stessa Cineteca. Due lavori molto diversi tra loro, per formato, finalità, messa in scena, ma accomunati da un’evidente passione che probabilmente è una delle tematiche portanti della cinematografia del regista: l’infanzia. Il primo titolo è ambientato al termine della Seconda guerra mondiale in una Milano, devastata dai bombardamenti. Questo però non ostacola i bambini che, trasformando con l’immaginazione quei luoghi in un campo da gioco, godono degli spettacoli più semplici ma vivaci per provare a ritrovare il sorriso e l’appartenenza a una metropoli che di lì a poco avrebbe completamente cambiato volto. Milano è infatti altrettanto protagonista. Una metropoli lacerata ma pulsante in cui i grandi grattacieli che a breve si paleseranno non sono altro che il riflesso di una generazione adulta che ha dimenticato il valore dell’infanzia e non è più disponibile a curarsene.
Educati e gentili invece è il titolo della seconda puntata del programma televisivo in sei episodi I bambini e noi, realizzato da Luigi Comencini per la RAI nel 1970. Si tratta di una serie di interviste svolte dal regista a bambini di diverse condizioni sociali, con maggiore attenzione ai più poveri. Questo esperimento, avendo ispirato molta della produzione successiva del regista, è stato considerato “uno strappo nella carriera di Comencini, una lacerazione attraverso cui il reale farà irruzione nel suo cinema, contaminando la finzione, ammalandola di realtà” (Adriano Aprà, Luigi Comencini: il cinema e i film, Venezia, Marsilio, 2007, p. 47). Esattamente come fece Pier Paolo Pasolini nel 1965 con Comizi d’amore, il regista intervista bambini di diverse regioni italiane e diverse condizioni sociali, andando a trovarli nelle periferie delle grandi città o nelle campagne. Anche qui, dunque, non si parla tanto esclusivamente d’infanzia, quando di individui che abitano un preciso ambiente. Riscoprire così questi due lavori, non solo permette di toccare con mano un Comencini insolito da come lo conosciamo, non solo permette di documentarsi sulla topografia delle città di una volta, non solo diventa un’occasione unica per rivedere scolpiti nel tempo i nostri avi e notare quanta strada abbiamo percorso allontanandoci da una simile realtà, ma è soprattutto un’occasione unica per spostare il nostro sguardo verso il basso e ricordarci che ci sarà sempre qualcuno che, in silenzio, di nascosto, starà prendendo esempio da noi. Anche durante il lockdown.

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