Shore il nuovo album dei Fleet Foxes uscirà in cd e doppio lp il 5 febbraio 2021, per ora è ascoltabile in streaming su varie piattaforme. Shore è stato registrato prima e durante la pandemia ad Hudson (NY), Parigi, Los Angeles, Long Island e New York. Il disco propone 15 brani (per una durata di 55 minuti),  all’inizio Shore era ispirato a quegli eroi musicali del frontman Robin Pecknold, come Arthur Russell, Nina Simone, Sam Cooke e molti altri che hanno “affermato la vita di fronte alla morte”. In merito Pecknold ha dichiarato che:”Tentato dall’avventura dell’ignoto, allo stesso tempo apprezzi il comfort del terreno stabile sotto di te. Questa è la mentalità che ho adottato, la benzia che ho usato per fare questo album”. Ma c’è un però:”A febbraio 2020 mi sono ritrovato consumato dalle preoccupazioni e dell’ansia per questo album e per come avremmo potuto finirlo. Ma fino a marzo, con una pandemia fuori controllo, vivendo in uno paese vergognoso, guardando e partecipando alle proteste e alle marce contro l’ingiustizia sistemica, la maggior parte della mia ansia sull’album è scomparsa. Sembrava così piccola rispetto a quello che stavamo vivendo tutti insieme. Al suo posto è comparsa la gratitudine, la gioia di avere tempo e risorse da dedicare alla musica e una diversa prospettiva su quanto fosse importante o no questa musica nel grande ordine delle cose. La musica è sia la cosa più trascurabile che la più essenziale. Non abbiamo bisogno della musica per vivere, ma non posso immagine di vivere senza. Alla luce di quello che sta succedendo è un grande regalo non avere più preoccupazioni o ansie sull’album. Forse inizieremo a parlare di tour tra un anno e le carriere musicali potrebbero non essere più quello che erano un tempo. Potrebbe essere, ma la musica rimarrà essenziale”.  Oltre all’album la band propone il road movie omonimo, girato in 16 mm da Kersti Jan Werdal, che attraversa paesaggi del Nord-ovest del Pacifico. La regista ha spiegato: “Ho ascoltato l’album mentre guidavo e ho subito pensato a paesaggi che mi sembrava risuonassero con la musica ma che stavano bene anche per conto loro. Il film è destinato a coesistere e interagire con l’album, piuttosto che essere in una relazione diretta e simbiotica. Per questo le scene urbane e narrative interagiscono con i paesaggi più surreali”.

 

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