“Stanotte, esattamente stanotte, ucciderò Henry Claridge e ruberò il diamante Claridge! Non cercate di fermarmi! Il Joker ha parlato”. Con queste parole, tratte dalla prima tavola di Batman n.1 pubblicato nel 1940, entra in scena un’icona, uno dei più grandi villain di sempre che ha segnato la storia del fumetto lasciando un segno profondo anche in altri media, in particolar modo il cinema che ci ha regalato una lunga serie di interpretazioni indimenticabili: dal surreale Cesar Romero con i suoi baffi camuffati con il trucco all’oltraggioso Jack Nicholson, dalla scheggia impazzita Heath Ledger al doloroso Joaquim Phoenix. Il Joker, la nemesi di un altro personaggio archetipico per la cultura contemporanea: Batman. I due sono tanto agli antipodi quanto si ritrovano in una serie inquietante di punti di contatto, nemici mortali avvinghiati in un’eterna lotta mortale della quale nessuno dei due sembra in grado di fare a meno. Perché Joker è lì a ricordare a Batman che i mostri che combatte altro non sono che la sua immagine riflessa in uno specchio distorcente. Per fare un grande eroe ci vuole un grande malvagio, e il Principe Pagliaccio del Crimine ha contribuito a rendere il Cavaliere Oscuro uno dei più grandi di sempre. Il Joker compie ottant’anni e, per celebrare una carriera criminale lunga ben otto decadi, invidiabile nel mondo del fumetto, Panini Comics ha pubblicato Il grande libro del Joker (pag.368, euro 25), un massiccio volume che contiene una selezione storie del Joker ordinate secondo una cronologia ragionata.

 

Heath Ledger

 

Il libro è diviso in tre sezioni. La prima copre gli anni ’40, ’50 e ’60, e racconta l’evoluzione del Joker dalla sua entrata in scena, nelle vesti di un assassino sinistro e inafferrabile che fa uso di un veleno mortale che lascia un sorriso inquietante sui volti delle sue vittime, fino alla sua trasformazione in una sorta di anti Batman che fa uso di gadget simili a quelli della sua nemesi ma declinati a tema clownesco. La virata delle atmosfere va dal cupo al camp surreale molto simile alla serie televisiva che, nel 1966, regala al pubblico una delle versioni classiche del Cavaliere Oscuro e del Joker, quelle kitch e super colorate interpretate da Adam West e dal sopra citato Cesar Romero. La seconda parte del volume copre gli anni ’70 e ’80, con un ritorno alle origini del Joker, di nuovo un assassino violento e brutale, controparte ideale di un Batman più cupo, cinico e nervoso. La terza sezione del volume copre gli anni ’90 e 2000, partendo dal Joker della fortunata serie animata ideata da Paul Dini per arrivare al Joker contemporaneo, sempre più efferato e somigliante al cattivo di una serie di film horror.

 

 

Per una logica commerciale in fin dei conti sensata, Il grande libro del Joker non contiene pietre miliari universalmente riconosciute come, per esempio, The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland, capacissimi di vendersi molto bene sulle proprie gambe, senza bisogno di altro materiale a supporto. Non di meno la selezione delle storie inserite nel libro, tratte da serie regolari e miniserie, è di ottimo livello. Insieme ad albi interessanti per capire la genesi del personaggio sono presenti i lavori di alcuni dei più grandi autori sulla scena americana degli ultimi decenni: dai creatori del Joker, Bob Kane e Bill Finger, a mostri sacri come Neal Adams e Alan Davies, da autori che hanno fatto la storia dell’Uomo Pipistrello, come Dennis O’ Neil e Alan Grant, a superstar contemporanee come Ed Brubaker. Il grande libro del Joker è un compendio interessante che affronta un gran numero di passaggi della lunga evoluzione di un personaggio che, negli anni, è stato approcciato da diverse angolazioni con una moltitudine di stili. Il Joker è un personaggio che, in ottant’anni, si è impresso profondamente nell’inconscio dei lettori e di un gran numero di autori che hanno deciso di raccontarlo ognuno alla propria maniera. Tanto materiale per un libro che rende giustizia a una vera e propria icona pop.

 

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