Wislawa Szymborska, Krakow 1984, fotografia Joanna Helander

A Genova Wisława Szymborska. La gioia di scrivere, fra collage e poesia

Collage di Wislawa Szymborska ©Joanna Helander

Cent’anni fa nasceva Wisława Szymborska, icona della poesia, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996. Genova, una città a cui è stata legata da amicizie e affinità, celebra l’annivversario con la mostra Wisława Szymborska. La gioia di scrivere , un titolo che si lega a una delle sue poesie più famose, sorridente come una dichiarazione d’amore per la vita e per le parole. Curata da Sergio Maifredi con la consulenza e la collaborazione scientifica di Andrea Ceccherelli e Luigi Marinelli, si potrà visitare al Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova (via Jacopo Ruffini 3) fino al 3 settembre 2023. La grande sorpresa sono i dieci componimenti inediti appositamente tradotti in italiano, il momento più emozionante la viva voce di Szymborska registrata nei messaggi della segreteria telefonica, da ascoltare tramite un qr code. La mostra è concepita da Segio Maifredi come un viaggio nella vita e nell’universo creativo della grande poetessa polacca, abitato non solo dalle poesie ma anche da collage e opere grafiche, mondi che si sono sempre alimentati l’un l’altro e che in questa occasione tornano in dialogo, grazie all’allestimento scenografico di Michał Jandura. Con il Comune di Genova come ente organizzatore, la mostra è prodotta da Teatro Pubblico Ligure, in coproduzione con l’Istituto Adam Mickiewicz di Varsavia, con il patrocinio della Fondazione Wisława Szymborska di Cracovia, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e con il Goethe-Institut Genua. (In apertura, Krakow 1984, fotografia di Joanna Helander).

 

Collage di Wislawa Szymborska ©Joanna Helander

 

Citata in canzoni e film, di Wisława Szymborska hanno scritto e raccontato in tanti, da Woody Allen a Umberto Eco, da Roberto Saviano a Roberto Vecchioni, che le ha dedicato una canzone, Andrea Camilleri, Jovanotti. Documenti, fotografie, carteggi, opere grafiche… sì perché Wisława Szymborska ha frequentato le avanguardie, era amica di Kantor, e fin da giovane si era cimentata nel mondo dell’illustrazione, passione che le rimase viva per tutta la sua vita, come testimoniano i collage che realizzava e spediva agli amici. I collage erano “collanti d’amicizia”, appartenevano alla vita privata, ma qui, accostati gli uni agli altri, rivelano i meccanismi di associazioni d’idee che poi ritroviamo nella sua scrittura. Il corpus fotografico esposto comprende opere dei fotografi Joanna Helander, Adam Golec e Andre Zak. La mostra si apre con un collage “espanso”, in cui il visitatore può entrare come in un libro pop-up; la seconda stanza racconta del tempo in cui Szymborska ha vissuto in Polonia: la storia, la politica, l’arte. La terza di chi in Italia l’ha fatta conoscere. Salendo al secondo piano scorriamo i pannelli con immagini e scritti sulla vita della poetessa. Poi troviamo oltre 80 collage originali, il libro di inglese che Wisława illustrò da ragazza, frammenti ingranditi del suo taccuino con l’analisi delle frasi che hanno dato vita a versi celebri, fotografie, lettere d’amore e 10 poesie inedite, recuperate tra le carte del suo primo marito che fu anche il suo primo editore. Al terzo piano sono stati disposti documenti e fotografie di viaggio, e il documentario La vita a volte è sopportabile. Ritratto ironico di Wisława Szymborska.di Katarzyna Kolenda-Zaleska, con Woody Allen che nel ricevere il collage commenta:«Questo non è come quelle stupide statuette che ricevo per i miei film». 
Il percorso della mostra è punteggiato da 100 massime di Wisława Szymborska, estratte dalle sue poesie.

 

Collage di Wislawa Szymborska ©Joanna Helander

 

 

Ho ideato la mostra Wisława Szymborska. La gioia di scrivere come uno spettacolo prendendo sul serio un’arte che Szymborska ha coltivato per passione: il collage. Ho immaginato di far entrare lo spettatore dentro ad un collage, come un bambino in un libro pop-up, scoprendo così il laboratorio artistico di Szymborska, attraverso i ritaglini, le cianfrusaglie, gli appunti cancellati sull’inseparabile taccuino; decifrando frasi che sono embrioni di poesie, fino a veder affiorare dieci poesie inedite, scoperte tra le carte e pubblicate, per la prima volta, solo nel febbraio 2023 in Polonia.

Sergio Maifredi