1972, Derry. Barricate nel quartiere cattolico di Bogside © Photograph Gian Butturini

Fino al 6 marzo 2022, STILL Fotografia a Milano (via Zamenhof 11) propone GIAN BUTTURINI. LONDRA 1969 – DERRY 1972. UN FOTOGRAFO CONTRO. Dalla Swinging London al Bloody Sunday. Gian Butturini (1935-2006) era uno dei fotoreporter italiani più originali e apprezzati a livello internazionale. La rassegna, curata da Gigliola Foschi e Stefano Piantini, promossa dall’Associazione Gian Butturini, presenta cinquanta fotografie, tratte da due suoi lavori e suoi libri più famosi – London by Gian Butturini e Dall’Irlanda dopo Londonderry – che raccontano, da un lato, le contraddizioni di Londra alla fine degli anni sessanta, nel periodo della Swinging London,  dall’altro, le tensioni politiche e sociali nell’Irlanda del Nord, seguite al Bloody Sunday, la strage avvenuta a Derry il 30 gennaio 1972 quando l’esercito inglese fece fuoco sui manifestanti, uccidendone quattordici (ad oggi per quella strage non ha pagato nessuno). Butturini, che iniziò a scattare immagini sul conflitto nordirlandese una settimana dopo i fatti di Derry, testimonia la radicalizzazione della situazione politica e militare. Il fotoreporter non cerca di creare immagini volutamente forti, fissando azioni belliche o di protesta, ma desidera raccontare ciò che sta accadendo. E lo fa con grande capacità di testimonianza, di composizione fotografica unite a una altrettanto notevole sensibilità politica e umana. Nelle atmosfere così cupe e minacciose, tra barricate, cavalli di frisia, fili spinati, soldati armati di mitragliatori, auto bruciate ai lati delle strade, Butturini ritrae i bambini, vittime innocenti in un drammatico conflitto. (In apertura 1972. Una strada di Belfast con auto danneggiate durante gli scontri © Photograph Gian Butturini).

 

1969, Londra. Visitando Portobello – © Photograph Gian Butturini

 

La sezione dedicata a Londra racconta la capitale inglese da una prospettiva nuova, critica, non patinata e documenta le incursioni di Butturini tra le strade londinesi popolate da ragazze in minigonna, immigrati, junkie, emarginati, abitanti della City che sembrano vivere in un mondo a parte. È una Londra fuori dagli stereotipi quella che emerge dai suoi scatti, cogliendone tutte le contraddizioni con un occhio innovativo, dove indagine documentaria, interventi grafici e pagine scritte si coniugano a fini espressivi. La mostra si chiude idealmente con una decina di collage situazionisti, opere in cui Butturini, fotografo, ma anche grafico, interviene con colori e scritte graffianti su strisce di fumetti degli anni settanta. Batman o Nembo Kid, ad esempio, si trasformano in eroi della controcultura.

 

1969, Londra. Building Contractors, buffet con giovani © Photograph Gian Butturini

 

La rassegna si oppone anche a certe derive della cancel culture. “Questa è una mostra – afferma Gigliola Foschi – in difesa della libertà di parola, immagine e pensiero. Una mostra contro una cancel culture che, senza confronto e senza discussione, nella liberale Inghilterra ha fatto ritirare dal commercio il libro London by Gian Butturini e infangato la figura di un uomo che per tutta la vita si era impegnato contro ogni forma di razzismo e d’ingiustizia”. Al centro del presunto scandalo c’è una doppia immagine con una donna di colore che vende i biglietti della metro chiusa dentro uno sgabuzzino e un gorilla in gabbia che, invece di suscitare indignazione nei confronti delle condizioni di due esseri viventi, entrambi intrappolati e discriminati, com’era nell’intento di Butturini, ha scatenato un’accusa di “razzismo conclamato”, costringendo l’editore a togliere il volume dalle librerie.

 

1969, Londra. Tre ragazze della Swinging London © Photograph Gian Butturini

 

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