Cannes75 – Charlotte Vandermeersch: in Le otto montagne seguiamo due uomini puri alle prese con le fragilità della vita

Primo film italiano in concorso, Le otto montagne – tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti – è una co-produzione internazionale, diretta da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch (anche autori della sceneggiatura). Protagonisti sono Alessandro Borghi e Luca Marinelli affiancati da Filippo Timi e Elena Lietti.

 

 

 

Cosa una donna può portare in una storia di uomini

Charlotte Vandermeersch (CV) Si tratta di un’amicizia. Tutto il film mostra la fragilità della vita e questa amicizia tra due uomini è molto particolare. A me non importava che questi due personaggi fossero uomini o donne, mi interessava essere vicina a due personaggi che hanno molto rispetto uno per l’altro, non trovano sempre le parole per parlarsi, ma si capiscono perfettamente. Con Felix eravamo interessati a due uomini puri, innocenti, che avanzano nella vita e noi li seguiamo in questa evoluzione fino ai 40 anni. Non è stato facile, abbiamo avuto difficoltà a scrivere la sceneggiatura, è una storia che parla di amicizia, di destino, di genitori…

 

La preparazione

Felix Van Groening (FVG) Abbiamo letto il libro tre anni fa, abbiamo incontrato il produttore a cui abbiamo detto che avremmo voluto girare il film in Italia e ci ha seguito. Ci siamo messi subito al lavoro – scrittura, casting, casting dei bambini… – una cosa ha influenzato l’altra. È stata un’esperienza meravigliosa, volevamo girare questo film in Italia, in italiano, scoprendo un mondo che conosciamo meno, abbiamo incontrato attori meravigliosi e ci siamo immersi nel progetto. Abbiamo subito avuto l’impressione di essere sulla strada giusta, mentre scoprivamo un nuovo mondo.

CV Abbiamo preso il camper e siamo partiti con nostro figlio per imparare meglio ciò che era essenziale per girare il film, immergerci al meglio nell’atmosfera e abbiamo scoperto l’autenticità del luogo in cui abbiamo girato. È stato un viaggio anche per noi, siamo andati fino sul ghiacciaio

 

 

I ruoli

FVG Non sono stati assegnati all’inizio. Luca e Alessandro hanno aderito al progetto senza sapere quale personaggio avrebbero interpretato, hanno avuto fiducia in noi e hanno deciso di seguirci in questo viaggio per vedere quale ruolo era più adatto a ognuno di loro. Alla fine abbiamo deciso che sarebbe stato meglio per Alessandro interpretare Bruno e per Luca calarsi nei panni di Pietro.

 

L’amicizia

Alessandro Borghi Sette anni fa abbiamo fatto un film che è stato estremamente importante per noi, in cui abbiamo interpretato due migliori amici. Il film era Non essere cattivo di Claudio Caligari e ripensando a questo progetto adesso Pietro e Bruno hanno un punto in comune con Cesare e Vittorio ovvero sottolineano i dettagli emotivi di questi personaggi. Per me è stato facile, ho amato molto Bruno, non dovevo fingere ed ero così vicino alla realtà, c’era una grande autenticità in quello che facevo. E poi ci sono le montagne che fin dall’inizio sono il personaggio principale di questa storia. Abbiamo vissuto in montagna e, proprio come Paolo Cognetti, abbiamo preso le montagne come vera guida.

Luca Marinelli Eravamo già amici quindi abbiamo usato questa nostra amicizia per i nostri personaggi. Abbiamo comunque dovuto incarnare dei personaggi che sono completamente diversi da noi, ma è stato facile perché ci siamo sostenuti l’un l’altro come sette anni fa. Come amici non ci siamo mai lasciati, anche se impegnati in progetti diversi siamo sempre in contatto, ma quando in vetta ho visto arrivare Alessandro ho capito che non stavo sognando. Negli anni abbiamo ipotizzato di lavorare insieme in almeno sei film non è accaduto ma  io e Alessandro siamo sempre stati molto legati…

 

L’autenticità

AB  C’è tanto amore qui dentro, in questa storia di fratellanza per sempre, che proprio somiglia alla nostra, senza competizione. Sto per tornare su quelle vette, mi manca troppo quell’autenticità, quella vita, è qualcosa che ho scoperto molto vicino alla meditazione. Quando è finito il film e sono tornato a Roma mi volevo ammazzare. Siamo stati accolti dalla popolazione del paese dove facevamo base – Estoul, una frazione di Brusson, dove abita Cognetti e dove gestisce il suo rifugio in un modo incredibile.

LM Cognetti è stato un maestro di montagna, mi sentivo goffo all’inizio, anche in pericolo, ho imparato la pazienza di camminare passo dopo passo…