Luca Guadagnino: Ferragamo confrontava il sogno con la realtà

Dall’11 al 13 ottobre è nei cinema Salvatore. Il calzolaio dei sogni, 120 minuti firmati dalla giornalista di moda Dana Thomas. Con la voce di Ferragamo (registrazioni restaurate, interviste a radio australiane, brani della sua autobiografia). E con le immagini di Guadagnino, frutto di tre anni di ricerche e riprese, nell’archivio (infinito) di famiglia. La vita e i sogni diventati realtà, anzi leggenda di Salvatore Ferragamo. Dalla povertà in Irpinia alle prime scarpe realizzate per le sorelle. Dalla bottega a Bonito, paese natio, alla partenza per l’America, a 14 anni. Boston, Santa Barbara, Hollywood. L’Hollywood Boot Shop che lo trasforma nel “calzolaio delle stelle”. Le scarpette rosse di Dorothy in Il mago di Oz sono state, si dice, ispirate da lui. Le red stilettos di Marilyn Monroe hanno fatto il giro del mondo, mostra dopo mostra. E poi il ritorno in Europa. A Firenze. L’amore per Wanda e la collaborazione con il futurista Lucio Venna. E poi altre storie ancora, fino al 1960, l’anno della morte, e oltre. Coi figli e i nipoti e i bisnipoti a raccontarlo e raccontare che le storie e i sogni non finiscono mai…

 

 

Luca Guadagnino – foto di Alessio Bolzoni

 

Cinema e moda
La storia di Ferragamo  non è solo una storia di moda. Anche se la amo. E amo il cinema che la racconta. I miei capisaldi sono Appunti di viaggio su moda e città di Wim Wenders su Yoshji Yamamoto. E Made in Milan, su Giorgio Armani, di Scorsese. Le domande che mi sono posto e che giro a voi sono: cosa è il genio?. Come nasce un sistema, che sia il cinema o la moda? Come si sposano l’ossessione furiosa e continua per la ricerca e la creazione, con la famiglia, i suoi valori? La mia risposta è Salvatore Ferragamo, lui incarna tutto questo.

 

La mia scena preferita
L’immagine che amo di più è quella di lui circondato da una montagna di forme di piedi di legno. Su ognuna c’è scritto il nome della donna a cui quel piede/forma appartiene. Loren. Garbo. Goddard. Swanson. Seguire i propri sogni può sembrare una banalità. Invece è un tema serissimo. Questo film è partito da me. Ho letto la sua autobiografia Il calzolaio dei sogni e ho chiesto alla famiglia di poter consultare l’archivio. Era il 2017…

 

 

 Il sogno
Con lui e grazie anche a lui nasce lo star system, il divismo, la fabbrica dei sogni. Volevamo fare anche un film sulla storia di Hollywood. Ecco perché ci sono tanti film. Tutti con la partecipazione straordinaria e fondamentale di Salvatore Ferragamo. Una storia che è una favola. Cominciamo con un cartoon… Lui ha creato Hollywood e l’immaginario hollywoodiano è entrato dentro di me. Da quando mamma mi portò a vedere Lawrence d’Arabia. Film. Scarpe… Sapevo che avrei fatto cinema e che sarei stato vicino a persone dal talento straordinario. Non solo dell’ambiente del cinema. Questo volevo. Questo sognavo…. Quello che conta è il sogno. La soglia dell’onirico è parte di noi. Non sogniamo forse tutte le notti? E a me il sogno interessa quando è perturbante. Nel documentario vediamo Salvatore che negli Anni 30 porta ben 18 scarpe a un compratore. Un gesto ambizioso e insieme privatissimo. Le aveva create lui nella sua bottega e adesso accettava l’idea di essere giudicato. Non deve essere stato facile. Ma i sogni devono confrontarsi con la realtà. Per diventare verità. Lui è stato davvero un fuoriclasse. Un fuoriclasse e un outsider, “abbinamento” che mi affascina. Forse perché anch’io, in fondo, mi considero tale.

 

 

Scorsese e Ferragamo
Trovo straordinaria la sua capacità di rialzarsi continuamente. E, soprattutto, di rilanciare. Quando fallisce, perde tutto, invece di andare a lavorare per qualcun altro compra un palazzo. Spende 3 milioni e 400mila lire alla fine degli anni 30. Una follia e una strategia incredibili. Chissà quanto vale oggi, quel palazzo. E poi la sua capacità di amare. È stato una sorpresa per me scoprire che Martin Scorsese lo adora. L’ho contattato in quanto d’origine italiana, e ho scoperto che è davvero innamorato della creatività e delle creazioni di Salvatore. La mia idea era chiedergli del cinema americano a cui Ferragamo è stato così legato. E ho scoperto che sapeva tutto su di lui. La sua vita. Torniamo all’idea dell’America fondata dai migranti. Anche italiani, come Salvatore e i genitori di Martin…