In una base segreta in New Mexico, il dottor Hans Kammler, uno scienziato di chiara fede nazista, compie i suoi esperimenti con il fine di creare una genia di soldati potenziati dalle capacità sovrumane, letali e inarrestabili sul campo di battaglia. Le ricerche di Kammler producono tre combattenti: Cockroach, Crybaby e The Butcher. Il trio tuttavia scompare dopo un’esercitazione. Braccata da un agente governativo incaricato di osservarli attentamente i tre convergono su un parcheggio per roulotte in cui abita, insieme alla figlia, Celeste (Adria Arjona), un ex cecchino dell’esercito americano che in passato aveva umiliato il futuro The Butcher sconfiggendolo in un combattimento. L’unità di soldati potenziati attacca gli abitanti delle roulotte mentre l’agente governativo, informato del fatto che il trio è stato progettato per essere impiegato contro i civili, monitora la situazione. Insieme a Josiah, veterano della guerra in Vietnam, Celeste dovrà combattere per sopravvivere e per difendere sua figlia. Onslaught – Assalto Finale, di Adam Wingard, è un prodotto abbastanza sui generis. Si tratta di un seguito ideale di The Guest, dello stesso Wingard, thriller del 2014 del cui stesso universo narrativo fa parte la vicenda di Cockroach, Crybaby e The Butcher. Non ci sono elementi cogenti di continuità per chi si voglia godere la visione senza andare a recuperare la pellicola precedente, ma il solo fatto che essa sia stata recuperata dopo dodici anni e nessun altro adattamento e senza né uno spettacolare successo commerciale né uno status di cult, è già singolare di per sé.

Altro aspetto che lo rende interessante è questo suo essere diretto, concreto e compiuto in sé stesso. Va dritto al punto, senza pochi preamboli e con una sintesi rara presenta una narrazione semplice e feroce ma non per questo priva di profondità. Senza eccessivi didascalismi porta avanti una visione politica piuttosto definita e contemporanea attraverso un racconto ibrido nel genere, fantascientifico nelle premesse ma slasher nello svolgimento. Cockroach, Crybaby e The Butcher sono infatti un trio di Jason Vorhees moderni, assassini implacabili e durissimi da uccidere che avanzano un cadavere alla volta. Certo il film, a differenza della saga del gigante con la maschera da Hockey, non calca la mano sullo splatter o sulla creatività degli omicidi ma il passo alla fine è quello, cambia il contorno ma non il motore e questo trapianto funziona bene. La tensione c’è, l’azione si lascia guardare, il ritmo è elevato e ci si diverte con una visione che scorre veloce, pure troppo e forse questo è il punto debole del progetto. Onslaught – Assalto Finale non riesce infatti a lasciare qualcosa di memorabile, ha diversi elementi interessanti e non è da escludere una seconda visione, il classico film della domenica pomeriggio quando fuori piove, ma alla fine non lascia lo spettatore con quella voglia di averne ancora, di saperne di più su quest’universo narrativo con già due film all’attivo ma nessuno dei due destinato a essere ricordato. Peccato, perché il potenziale non mancava.


