Gioco al massacro: Ti uccideranno, di Kirill Sokolov al Bif&st 2026

La sensazione è che il cambio di continente non abbia modificato troppo (e per fortuna) la visione del mondo di Kirill Sokolov: se l’esordio con Muori papà… muori!, girato nella natia Russia, aveva infatti dato forma a un’estetica della violenza che si faceva visione satirica, tra abusi familiari, poliziotti corrotti e manipolazione che sfociava in aggressioni feroci, anche l’approdo a Hollywood si mantiene sulle stesse coordinate. Prodotto da New Line con la Nocturna di Andy Muschietti, Ti uccideranno (presentato in anteprima alle Notti Horror del Bif&st 2026 e da oggi in sala) vede infatti in azione Asia Reaves, incarcerata dopo aver sparato al padre abusivo durante un tentativo di fuga, che, uscita di prigione, tenta di ricongiungersi alla sorella minore che si era lasciata indietro. La sua ricerca la conduce a un palazzo dalle risonanze argentiane (palesi i rimandi a Suspiria), ricettacolo di un culto violento portato avanti dai ricchi occupanti che sacrificano giovani ragazze per preservare il loro patto di immortalità con il diavolo. L’aggressiva missione di recupero di Asia, diventa così anche una difesa contro gli occupanti determinati a ucciderla e che non possono essere uccisi.

 

 
Si riparte dalla visione, dunque, che è quella del ribaltamento di una società dove uccidere è una normalità liberamente permessa dallo status sociale, concetto ribadito anche dallo scontro etnico fra una protagonista di umili origini afroamericana (la Zazie Beetz di Deadpool 2 e Joker) e un gruppo di padroni bianchi, tale da far stazionare il racconto nei territori del Black Horror, con l’unico proprietario di colore ormai pentito e che tenta di scardinare il gioco al massacro. La volontà di costruire un film abbastanza lampante nei suoi intenti è evidenziata dalla struttura geometrica del palazzo, che costruisce “livelli” da platform game, con tanto di boss finale in cima, mentre Asia si barcamena tra i piani e i sotterranei usando un eterogeneo parterre di armi (da taglio e da fuoco) per rallentare gli antagonisti immortali. La virtualizzazione del massacro data dall’estetica dell’accumulo, dai virtuosismi di regia e montaggio e dalla già citata geometria della messinscena, è rotta dalla natura estremamente materica degli scontri: il film si giova infatti di una serie di effetti pratici, fra arti mozzati, parti del corpo che si riformano o diventano indipendenti e proseguono la caccia come in un incubo carpenteriano.

 

 
In questo modo, Sokolov riesce a trovare una trasversalità fra l’intento satirico e il gioco cinefilo che permea l’intera storia, con tanti e palesi riferimenti: Rosemary’s Baby, Dal tramonto all’alba, senza dimenticare quello che ormai è un vero e proprio filone dei massacri, si pensi a Finché morte non ci separi. Mentre (si) diverte, insomma, Ti uccideranno riesce a fare sul serio e riesce in questo senso a creare un’affascinante mitologia horror, lavorando di concerto con un cast azzeccato: se Zazie Beetz è una guerriera indomita e capace di muoversi con scioltezza fra gli ambienti e le situazioni più estreme, il parterre dei cattivi (altrimenti facilmente intercambiabile) è ben connotato dalle prestazioni di Heather Graham, Tom Felton e una sorprendente Patricia Arquette, nel ruolo della matriarca. Il passaggio di stato di Asia da vittima di un padre-padrone a guerriera contro una madre-padrona finisce così per tenere insieme la natura sospesa fra due mondi del regista russo in terra americana, ma anche il dramma familiare con la visione classista e satirica, e naturalmente l’horror con l’action e la commedia. Sokolov in questo modo dimostra una volta di più non solo la capacità rigenerativa dei generi, ma anche la necessità di uno sguardo trasversale, in grado di donare profondità a un film altrimenti destinato a restare prigioniero del solo meccanismo.