Cannes77 – Alla Quinzaine la comunità criminale di Something old, something new, something borrowed di Hernán Rosselli

Un antico proverbio recita che per avere fortuna, nel giorno del matrimonio, una sposa deve indossare “qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo e qualcosa preso in prestito”. Il montatore argentino Hernán Rosselli, nella selezione della Quinzaine des Cinéastes di Cannes 2024, tiene questa tripartizione come linea guida per l’architettura complessa e originale del suo terzo film da regista (dopo Mauro, alla Festa del cinema di Roma nel 2014, e Casa del teatro, 2018). Something Old, Something New, Something Borrowed (Algo viejo, also nuevo, algo prestado) prende le mosse da materiali video originali (something old) appartenenti a Maribel Felpeto, vicina di casa e amica d’infanzia di Rosselli (classe 1979) a Buenos Aires. Hugo Felpeto, marito di Alejandra e padre di Maribel, è infatti stato un appassionato di nuove tecnologie, e negli anni Ottanta, uno dei primi a possedere VCR (videocassette recorder). Su nastro ha registrato molti momenti intimi che coinvolgono la sua famiglia. Ma principalmente Hugo è stato un allibratore della quiniela clandestina, il redditizio business della lotteria illegale, parallela a quella ufficialmente gestita dallo Stato. La sua scomparsa è una delle tracce narrative principali del film. Impressionato dal girato di Hugo – “era più di un found footage, era il lavoro di un filmmaker”, ha detto Rosselli presentando il film in sala – il regista ha immaginato Maribel e sua madre Alejandra (Maribel Felpeto e Alejandra Canepa) come eredi del business nella casa di famiglia, vera centrale operativa militarizzata dell’attività di scommesse, tra computer, pistole e macchine contabanconote.

 

 
E ha chiesto a entrambe, non professioniste, di interpretare se stesse nelle parti ambientate ai giorni nostri, per costruire una narrazione che tenesse insieme passato (documentato dagli home movies) e presente (di fiction). Le ha integrate con le videoregistrazioni “di lavoro” del boss Chiquito, alle dipendenze del quale stava suo padre, e ha costruito attorno a questo patrimonio di immagini note il suo girato del quotidiano delle due donne e del clan che le circonda (something new). Il terzo set di immagini (something borrowed?) è tutto quello che per motivi di sicurezza è filmato all’esterno della casa dalle telecamere di sorveglianza. Anche se il “prestato” del titolo può intendersi anche come il genere di riferimento, il crime movie, quello per cui la plata non tiene nombre, il denaro non ha nome: una storia di malavita che corre parallela a quella dei rapporti familiari e che prende concretezza nei volti dei protagonisti, nel loro sparare in aria in un locale per spaventare gli antagonisti, mentre il principale strumento di estorsione dell’allibratore, si apprende, è un proiettile alle gambe. E il Preludio e fuga in C maggiore di Bach, che ritorna ciclicamente, suonato da un organo elettronico vintage, sul piano audio dà il senso di una comunità criminale vistosa, “barocca”, suggerendo poi il tema dell’evasione: immancabile, in una narrazione condotta per lo più in interni claustrofobici e digitalmente monitorati.