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Music di Sia è un’esplosione di colori fra coreografie e invenzioni nell’universo di un’adolescente autistica

Un palcoscenico urbano. Un musical diffuso per le strade e gli edifici di un quartiere. Una ballata pop per un’esplosione di colori e coreografie che visualizzano l’universo mentale di un’adolescente autistica. Al suo esordio con Music nel lungometraggio (ma non nella regia avendo già firmato alcuni video musicali di sue canzoni), la pop star australiana Sia, con la fondamentale complicità della danzatrice, cantante e attrice Maddie Ziegler, sceglie la strada dell’invenzione, della fantasia, dell’immaginazione al potere, per affrontare un argomento delicato come quello dell’autismo (scelta che l’ha scaraventata in una voragine d’odio e critiche velenose e del tutto ingiustificate anche da parte di associazioni statunitensi che si occupano di disabilità che hanno invitato a boicottare il film) e, nello specifico, di come una ragazza viva in quel contesto il suo quotidiano stare al mondo. Dal risveglio al rito irrinunciabile della colazione con le uova, sempre con una grande cuffia sulle orecchie, oggetto al tempo stesso di isolamento e di comunicazione. Si chiama Music, come il titolo del film, e vive con la nonna che si prende cura di lei. Come fanno anche altri personaggi che vivono nel palazzo o nei dintorni. Una “comunità” che ha accolto Music, la protegge, la tiene amorevolmente d’occhio, l’aiuta a superare i momenti di crisi. Ci sono, soprattutto, i vicini di casa Edo (Leslie Odom Jr., tra i suoi film Harriet di Kasi Lemmons), afroamericano, separato, il cui fratello sta per sposare l’ex moglie, e George, tuttofare e “silenziosa” figura di riferimento (interpretato da un gigante del cinema americano, Hector Elizondo, da sempre ben più che un caratterista, che conferma qui, a 84 anni, un carisma unico nel dare vita a personaggi “secondari” incarnanti saggezza e discrezione).

 

 

Sarà quest’ultimo a scoprire Music accanto alla nonna morta improvvisamente in cucina. Pre-testo per fare entrare in scena la co-protagonista del film, Zu (Kate Hudson con i capelli rasati), sorellastra di Music. In fase di disintossicazione da alcol e droga, mentre ancora fa la spacciatrice (anche per una tipa dall’aspetto inquietante nella quale ritroviamo un’altra grande attrice americana, nonché musicista, Juliette Lewis), Zu deve confrontarsi con una realtà inattesa: adesso è l’unica persona di famiglia che possa accudire la sorellastra. E non sarà semplice per lei lasciarsi alle spalle esperienze dolorose, evitare di ricadere nelle dipendenze, gestire una relazione complessa tornando in un ambiente dal quale si era allontanata. Sia riesce a tenere insieme questo denso materiale emotivo grazie a uno sguardo che si avvicina con delicatezza alla sua giovane protagonista. Le sta accanto e, fin da subito, mette in relazione realismo e fantasia, alle inquadrature dedicate a Music che inizia una nuova giornata si sovrappongono le immagini del “mondo parallelo” della ragazza, il suo viso incorniciato nel nero, con gli occhi cerchiati di giallo (colore dominante), prima chiusi e poi spalancati, danzanti come il resto del corpo che si avventura in un ballo fatto di gesti frammentati, ovvero quelli imposti dall’autismo e resi composizione artistica.
 
 

 
 
Sia rivendica immediatamente il suo punto di vista, e allora tutto diventa naturale, e nei molti numeri musicali collocati nel testo anche gli altri personaggi trovano un loro spazio, fino alla coreografia sulla quale scorrono i titoli di coda che accoglie tutti (e che costituisce anche un corpo a sé, trattandosi, eliminate le scritte, di Together, il videoclip di lancio del nuovo album di Sia. D’altronde, Music consolida il rapporto creativo fra Sia e la diciottenne Maddie Ziegler. Un rapporto iniziato nel 2014 con Chandelier, videoclip dell’omonima bellissima canzone che, rivisto ora, sembra/è un perfetto “prologo” a Music nel senso delle danze snodate di cui Ziegler è interprete, nell’interno di un appartamento; una Maddie Ziegler dodicenne e scatenata, che già “incarna” gli stralunamenti e le ri-composizioni degli spazi con i suoi movimenti. Aderendo alle situazioni, Sia per Music fa ricorso a una macchina da presa in movimento che non pare estranea alla tattilità formale e visiva degli home movies. Perché, in fondo, Music racconta una storia di famiglia, biologica e non, e quelle immagini pulsanti, instabili, fragili, ne colgono l’essenza più intima.

 

Music è disponibile per la visione dall’Italia sino a domenica 28 febbraio e per 48 ore dal primo play sul sito musicilfilm.it.