Emotività incontrollate nel tempo: su Apple TV la seconda stagione di Monarch Legacy of Monsters

Un po’ come i suoi protagonisti alle prese con le rispettive mancanze, così la seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters arriva a colmare i vuoti tra i vari film di Godzilla e Kong realizzati da Legendary Pictures, con dieci nuove puntate proposte da Apple TV a poco più di due anni dalle precedenti. Il progetto nel frattempo promette di espandersi ancora, con uno spin-off già in lavorazione e una terza stagione che attende il via libera per mantenere la promessa lasciata dal cliffhanger finale. Il lancio, va da sé, è stato abbastanza trionfale, con red carpet per Kurt Russell e i suoi colleghi e trailer spettacolari che annunciavano la comparsa del nuovo Titan X, antagonista inedito e liberato inavvertitamente dall’Axis Mundi (la variante “locale” della Terra cava). Per fermalo, i protagonisti dovranno faticare parecchio, insieme agli stessi Godzilla e Kong, fino allo scontro conclusivo. Il presupposto già da sé ribadisce un’unità d’intenti più tradizionale rispetto alla struttura maggiormente modulata della Stagione 1, dove l’attenzione appariva focalizzata soprattutto sulla messa in scena (e l’esplorazione) storico-geografica di questo cine-universo.

 

 
Dalla fondazione dell’organizzazione Monarch fino al presente ci si muoveva insomma tra più fronti logistici, sulla Terra e nelle sue cavità nascoste, mentre stavolta si lavora sulle coordinate già fornite, piuttosto che sulla loro reale espansione. E la stessa struttura narrativa scissa fra passato e presente, appare ormai come il cascame di un’eredità pregressa, più che un’autentica necessità. Se poco si aggiunge quindi al già stabilito, c’è comunque maggiore spazio per giocare con gli elementi a disposizione, dai mostri che ottengono più minutaggio – e almeno lo scontro fra Titan X e Kong è da ascrivere immediatamente ai pezzi migliori della saga – ai vari protagonisti umani. L’aspetto più evidente è non solo il superamento della centralità “divistica” di Godzilla, confinato in un ruolo molto più marginale, ma la ricalibrazione focale del dualismo al centro del progetto, proiettato ora con maggiore intensità su tutti i personaggi umani, più indagati che in passato nelle loro contraddizioni. Come sospesi nella bolla creata dall’errore che ha portato il Titan X allo scoperto, i protagonisti appaiono quanto mai in bilico fra estremi riconducibili alle loro debolezze interiori. Ne viene fuori una stagione più giocata sull’emotività incontrollata, in cui i cuori sono divisi tra amori contrapposti (Keiko che ama due uomini, suo figlio Hiroshi che ha avuto due mogli, May/Corah attratta da entrambi i fratelli Randa…) e l’incoerenza delle loro azioni è guidata dal tentativo sempre fallace di fare la cosa giusta, spesso generando ulteriori errori o incomprensioni.

 

 
Dato un presupposto comune (fermare una creatura in libertà), i protagonisti indugiano così fra varie strategie, affastellando lezioni non imparate, ambiguità e errori seminati lungo il percorso, in un andamento privo di ordine che sembra il riflesso perfetto della nostra epoca di caos a cui non sembra si riesca/si voglia porre rimedio, fra venti di guerra e richieste di maggiore collegialità. L’indeterminatezza di Titan X (mostro “sconosciuto” con due pupille per occhio e una natura che rimarrà incompresa fino alla fine) si rispecchia così nello scontro fra la Monarch, impegnata a cercare di capire le mosse della creatura, e l’insorgere della Apex che vorrebbe assoggettarla per farne un’arma di distruzione di massa (e l’intento metaforico è più che chiaro…).
Se gli sbagli sono soprattutto una riflessione sul tempo che accumula scelte errate e sui tempi che non sfuggono alle loro contraddizioni, in aggiunta ci finisce anche una sottotrama orientata sul diverso lasso temporale esistente fra la Terra di superficie e l’Axis Mundi, che favorisce l’insorgere di (im)possibili paradossi e viaggi tra il passato e il futuro. Ogni angolo di questo mondo nasconde insomma una recondita instabilità.

 

 
Materiale ricco e ambizioso quindi, per una storia che rischia a ogni passo di deragliare, generando a tratti confusione: fra lunghe discussioni tra i personaggi e una certa difficoltà nel donare a ognuno un ruolo congruo rispetto al girato, emerge così una certa difficoltà a gestire il minutaggio complessivo. Il risultato è una stagione nel complesso meno riuscita della precedente, gravata da un’evidente ansia da prestazione, ma con alcuni picchi di maggiore intensità emotiva e nuove allettanti possibilità – in particolare la capacità sviluppata da Cate di stabilire una connessione con Titan X, quasi una reminiscenza dei poteri ESP tipici del percorso giapponese di Godzilla: gli appassionati certamente vi troveranno un riflesso di Miki Saegusa, amatissimo personaggio dei film realizzati negli anni Ottanta e Novanta. Che a sua volta rappresenta pure uno scampolo di memoria riemerso dal tempo.