Un uomo si risveglia nel corpo di un’aragosta evoluta, membro di una civiltà avanzata nata moltissimi anni dopo il presente in cui solitamente vive. Un uomo si vede portare via la sua vita e il suo matrimonio pezzo dopo pezzo da un amico che, viaggiando nel tempo, modifica gli eventi in suo favore. Un po’ come chi trova un giornale che ancora non dovrebbe essere uscito impiega le informazioni in esso contenute per i propri interessi. Ma anche una vacanza, una sorta di zoo safari con i dinosauri in carne e ossa, può rivelarsi molto pericoloso se una turista per un attimo pensa di dar vita alle proprie fantasie più selvagge minacciando così di violare i rigidi protocolli di sicurezza imposti dal tour operator. Questi sono solo alcuni dei sedici racconti contenuti in Time and time again, di Robert Silverberg. Tanto ha scritto, Robert Silverberg, tanto poco si pubblica di suo. Certo, in passato era diverso e tanti suoi libri si possono agevolmente recuperare sulle bancarelle dei mercatini dell’usato, ma quando un’opera di un maestro assoluto della fantascienza mondiale come lui viene pubblicato o, nel caso di Time and time again, ripubblicato per la storica collana Urania ad appena tre anni dalla precedente uscita per Mondadori, è sempre una bella notizia.

Silverberg è infatti un grande scrittore non solo nella propria scena di appartenenza ma in generale, capace sotto tutti i punti di vista, ricco, colto e complesso. E se il futuro è l’ambientazione di elezione dei suoi scritti, il passato è una presenza niente affatto rara, dalle riletture di miti classici come quello di Filottete (L’uomo nel labirinto) all’ucronia (Roma Eterna). Il tempo è dunque uno dei temi cari a Silverberg che, in Time and time again, esplora con una lucidità brillante e una leggerezza che rende estremamente godibili i racconti contenuti nell’antologia. Si respira il profumo della fantascienza di alcuni decenni fa, fatta d’idee intelligenti e tanta voglia di spingere su un immaginario che, pur non perdendo di vista il presente e le sue dinamiche, va ben oltre i classici due minuti nel futuro sia come respiro sia come ambientazione. Eppure, questa è una particolarità del libro ma in definitiva della scrittura di Silverberg stesso, il focus non è su ipotesi scientifiche o più in generale speculative. Nei racconti di Time and Time again il viaggio nel tempo è dato per scontato e il vero interesse dell’autore, che come sempre dimostra una spiccata sensibilità da intellettuale umanista, sono i suoi effetti sulle vite delle persone, con il punto di vista fissato al livello dei protagonisti. Le short stories di quest’antologia sono profondamente character driven ed
è questo a renderle interessanti, perché è lì che la sci fi di Silverberg si rivela in tutta la sua trasversalità, nel suo indagare il rapporto fra i prodotti del sapere umano e le implicazioni che dette invenzioni hanno sugli esseri umani stessi, in uno scenario ipotetico che immagina il progresso calato in un contesto con conseguenze profondamente mondane e non di rado quotidiane.


