A Torino STILL IMAGE. Fotografie di Jessica Lange

Fino al 7 febbraio 2027 si può visitare la mostra STILL IMAGE. Fotografie di Jessica Lange, a cura di Anne Morin. Prodotta da Ares in collaborazione con i Musei Reali di Torino, l’esposizione presenta le fotografie dell’attrice Jessica Lange, nella storia del cinema per film come All That Jazz – Lo spettacolo comincia (1979), Frances (1982), Tootsie (1983, premio Oscar come Miglior attrice non protagonista ), Blue Sky (1994, premio Oscar come Miglior attrice protagonista), Cape Fear (1991). La rassegna, attraverso una selezione di oltre 200 immagini, ripercorre quasi trent’anni di ricerca fotografica, con il percorso espositivo che si sviluppa attraverso 8 sezioni tematiche, in gran parte inedite, concentrandosi in modo particolare sulle fotografie realizzate a partire dalla fine degli anni Novanta, in cui sensibilità artistica e attenzione documentaria rivelano uno sguardo profondo e malinconico sul mondo contemporaneo. Cuore della mostra è il ciclo dedicato alla Highway 61, la celebre strada che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Minnesota, terra natale dell’artista, fino a New Orleans. In queste immagini in bianco e nero, caratterizzate da una grana marcata e da forti contrasti, Lange costruisce un racconto dell’America rurale fatto di silenzi, atmosfere sospese e dettagli carichi di significato. In apertura Jessica Lange, Minnesota, 2011-18 © Jessica Lange, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY.

 

Jessica Lange, New Orleans, 2011-2018 © Jessica Lange, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY

 
Accanto a questo nucleo si articolano altre serie che ampliano la geografia e l’immaginario dell’autrice, come le fotografie che troviamo nella sezione Messico, in particolare quelle scattate durante la Festa dei Morti a San Miguel de Allende. Il tempo, nelle sue fotografie, non è interrotto ma dilatato: si distende lentamente seguendo la luce, il passo, l’attesa. È soprattutto nel crepuscolo e nella notte che il Messico prende forma: ombre, corpi, danze, musica popolare, incontri e gesti si animano in una dimensione intensa e sensuale. Si passa poi agli scatti urbani di Dérive, realizzati a New York durante la pandemia di Covid-19 (2020-2021) e alla serie Freak Show, nata durante le riprese di American Horror Story, in cui emerge un interesse per il mondo del circo e per le sue figure eccentriche. Tre le sezioni completamente inedite, Gesti raccoglie un inventario di gesti ed espressioni corporee, minimi ma significativi, capaci di suggerire l’inizio di una storia. Paesaggi si compone di immagini, realizzate tramite fotocalcografia, di scenari abbandonati del Sud degli Stati Uniti, la cui silenziosa desolazione trasmette un’atmosfera, come uno stato d’animo, una trama psicologica ed estetica capace di legarsi alla tradizione paesaggistica americana. In modo simile, Presenze del passato riunisce le fotografie che Lange ha dedicato ai luoghi segnati da grandi catastrofi umane o naturali, le cui tracce permangono, sospese nello spazio, come presenze invisibili del passato. Il percorso si completa con Mondo, che raccoglie scatti realizzati dalla Russia alla California, dalla Scandinavia all’Italia.

 

Jessica Lange, Messico © Jessica Lange, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY

 
Le fotografie di Jessica Lange non vogliono tanto spiegare o raccontare in modo lineare, quanto rendere visibili il movimento della vita, la sua materia, il suo ritmo e la sua musicalità. Le immagini appaiono come frammenti e sussurri, istanti che compongono una narrazione sospesa, fatta anche di silenzi e di ciò che resta non detto.
Anne Morin, curatrice della mostra e direttrice di Chroma photography

 

Jessica Lange, Minnesota, 1992-2008 © Jessica Lange, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY