Con una battuta facile, si potrebbe dire che quest’anno non c’è stata battaglia… Il film duellante del 2025 è inconfutabilmente Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson: dei 106 amici che hanno accettato di partecipare al gioco di fine anno di Duels, 22 hanno indicato il film di PTA come il loro preferito di un’annata che, del resto, tutti hanno riconosciuto come particolarmente ricca di film importanti, belli e molto amati. Dunque è stata una scelta difficile, combattuta in qualche caso, con ripensamenti dell’ultim’ora, come ci ha confessato più d’uno…
Del resto quello che proponiamo ai nostri amici ogni anno (e che chiamiamo seriosamente “sondaggio”) è, coerentemente con il nostro nome, un vero e proprio duello con le ragioni del nostro cuore di spettatori cinefili, professionali certo ma pur sempre appassionati amanti. È anche per questo che preferiamo lasciare campo libero alle scelte, senza limitarle ai soli film usciti in sala o in streaming durante l’anno solare, ma permettendo di spaziare tra le cose viste anche ai festival, perché in questo gioco ci piace che siano seguite le ragioni del cuore, che si indichi il film più amato tra quelli visti.
E allora, per quanto il distacco sia netto, è bello che sul podio ci sia Here di Robert Zemeckis (8 preferenze), che è un film del 2024 uscito in Italia a gennaio di quest’anno, assieme a Sirât di Óliver Laxe (7 voti), che è stato il film più discusso di Cannes 2025 e uscirà nelle nostre sale il 9 gennaio. Seguono House of Dynamite di Kathryn Bigelow (5) e Dry Leaf di Alexandre Koberidze, il Cronenberg di The Shrouds (altro film del 2024 uscito solo quest’anno) e I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler, tutti con 4 preferenze. Ci sono poi con 3 voti, La grazia di Paolo Sorrentino, O agente secreto di Kleber Mendonça Filho (altro hit di Cannes 2025, in sala da noi a fine gennaio) e Presence di Steven Soderbergh. Ma divertitevi a scorrere la lista dei 106 nomi (non solo critici, ma anche registi, studiosi, docenti, distributori, addetti stampa, programmatori e editor) e vedrete che le suggestioni non mancano: sorprese che possono anche essere consigli di visioni presenti e future…
Buon anno di cinema e vita. (m.c.)
Giacomo Abbruzzese
Un poeta di Simón Mesa Soto
Luigi Abiusi
Sirât di Óliver Laxe
Pedro Armocida
Here di Robert Zemeckis
Ovvero lo specchio della vita.
Enrico Azzano
Marco Bacci
La grazia di Paolo Sorrentino
Alberto Barbera
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Luca Barnabé
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
PTA mescola magnificamente Cinema e realtà ingiusta contemporanea, fumetto nero pynchoniano, tragedia demenziale, ribellismo pop e assurda commedia lisergica.
Luciano Barisone
Un semplice incidente di Jafar Panahi
Franco Bassini
La voce di Hind Rajab di Kawthar ibn Haniyya
Graziella Bildesheim
Sirât di Óliver Laxe
Claudia Bedogni
The Life of Chuck di Mike Flanagan
Un film che sconcerta e guida verso emozioni insolite, dove ti lasci abbandonare seguendo il flusso del racconto. E hai la consapevolezza del tuo essere piccolo nell’universo e della finitezza della vita, cercando nella gioia della passione per le cose che ami l’unica possibile accettazione.
Luca Bellino
Sirât di Óliver Laxe
Matteo Berardini
Here di Robert Zemeckis
In perfetto equilibrio tra sperimentazione linguistica e adesione umanista ai personaggi, Zemeckis prosegue la sua personale immaginazione di un cinema che coniuga passato e futuro, allargando ancora una volta i confini del rappresentabile.
Matteo Bittanti
Pier Maria Bocchi
Dry Leaf di Alexandre Koberidze
Fausto Bona
I colori del tempo di Cédric Klapisch
Luisa Bonalumi
La grazia di Paolo Sorrentino
Lorena Borghi
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Chiara Borroni
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
Alessandro Boschi
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Perché la rivoluzione è qui e nelle generazioni a venire. Come diceva Henri Cartier-Bresson “qui, ora, e per sempre.”
Giacomo Calzoni
Nosferatu di Robert Eggers
Gianni Canova
The Shrouds – Segreti sepolti di David Cronenberg
Giulio Casadei
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
La catastrofe secondo Kathryn Bigelow: invisibile e senza fine.
Paola Casella
O agente secreto di Kleber Mendonça Filho
Perché riesce ad essere un film di genere colorato e ricco di mistero mentre racconta il periodo devastante della dittatura di Videla e le sue ricadute sul presente (non solo brasiliano), nonché la rimozione della memoria che è seguita, utile a chi ha invece conservato per i posteri il manuale del perfetto dittatore.
Paola Cassano
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Antonella Catena
La grazia di Paolo Sorrentino
Massimo Causo
Here di Robert Zemeckis
Perché dispone lo spazio e il tempo del cinema come si dispone dello spazio e del tempo della realtà, misurandoli con goniometro dell’amore: that’s life…
Federico Chiacchiari
1923 Stagione 2 Di Taylor Sheridan
Il miglior Western mélo dai tempi di Johnny Guitar. Probabilmente il più misconosciuto capolavoro di questi anni.
Mariuccia Ciotta
Here di Robert Zemeckis
Matteo Columbo
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
Enrico Danesi
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Massimo D’Anolfi
Dry Leaf di Alexandre Koberidze
Adriano De Grandis
Sirât di Óliver Laxe
Tonino De Pace
No Other Land di Basel Adra, Yuval Abraham, Hamdan Ballal, Rachel Szor
Perché è un film che sconvolge, perché è un film che sembra fatto della terra su cui si svolge, con il sangue e la fatica. Perchè la durezza del racconto si stempera nell’amicizia tra i due giornalisti registi in una serata davanti ad un fuoco, quello stesso fuoco che infiamma le vite dei palestinesi distruggendo ogni esistenza senza colpe. No Other land è il cinema che si fa materia vivente e dolente. Un racconto tragico che crea un abisso di verità e di insuperabile sgomento per chi sa abitare il dolore degli altri.
Davide Di Giorgio
Here di Robert Zemeckis
È passato quasi un anno dalla visione (il film è del 2024, ma in Italia è uscito il 9 gennaio 2025) e la mente è ancora in quel luogo, quella casa, quella stanza – in un ideale parallelo con lo splendido finale tutto giocato sulla contrapposizione fra il ricordo che sbiadisce e la stanzialità del posto che si fa testimone di una vita e di un vivere che scorre. Se non fosse all’origine un graphic novel (di Richard McGuire), Here sarebbe già stato comunque un perfetto film di Robert Zemeckis, sperimentazione tecnica al servizio delle emozioni umane e di un tempo rappresentato dalla persistenza nel ricordo di Forrest Gump e Jenny, Tom Hanks e Robin Wright.
Fiaba Di Martino
L’amore che non muore di Gilles Lellouche
Il mélo, quello che sta dentro le viscere, che vuol appiccicarsi alla pelle, che vuole urlarsi scomposto, sfacciato, splendido e sregolato, è vivo e lotta insieme a noi. Con gli occhi di Adèle Exarchopoulos e i pugni di François Civil. Sul precipizio del cinema du look.
Emanuele Di Nicola
Together di Michael Shanks
Perché conferma che l’horror è il genere migliore per leggere il presente: attraverso l’apocalisse di una coppia inscena l’incubo della fusione, l’orrore di annullare l’individualità, la scelta dell’uomo sul corpo della donna. Un Platone horror che è il film più “in tempo” dell’anno.
Francesco Di Pace
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Perché Paul Thomas Anderson si conferma cineasta che esprime coraggio politico dentro un cinema apparentemente di sistema, il classico con la disinvoltura cormaniana quasi.
Maurizio Di Rienzo
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Andreina Di Sanzo
Pomeriggi di solitudine di Albert Serra
Graziella Donati
Silent Friend di Ildikó Enyedi
Simone Emiliani
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Anthony Ettorre
Weapons di Zach Cregger
28 anni dopo Il dolce domani di Atom Egoyan (mai rimosso) un’opera che da forma e vita alla violenza di un trauma collettivo con superlativa efficacia.
Nicola Falcinella
Leibniz – Chronicle of a Lost Painting di Edgar Reitz con Anatol Schuster
Fabio Ferzetti
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Il cuore nero dell’America di oggi, ieri e domani in un film che sublima e stravolge tutti i canoni del grande cinema Usa con la libertà, la ferocia, il divertimento dei più grandi. Resuscitando un genere che temevamo estinto: il capolavoro.
Beatrice Fiorentino
Sirât di Óliver Laxe
Manuela Florio
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Paolo Fossati
Bird di Andrea Arnold
Due generazioni in lotta di collisione, come le note dei Fontaines DC con brani Britpop, in cerca di un nuovo poetico Big Bang.
Marzia Gandolfi
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
Perché Kathryn Bigelow mostra l’impotenza al cuore della prima potenza mondiale, la falla, l’abisso e ridefinisce insieme l’assioma del cinema d’azione: agire non è più sufficiente.
Giuseppe Gariazzo
The Shrouds – Segreti sepolti di David Cronenberg
Stefano Gariglio
Nouvelle Vague di Richard Linklater
Per la sua capacità di evocare lo spirito libero e sperimentale di una delle più importanti stagioni della storia del cinema.
Mauro Gervasini
I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler
Federico Gironi
Mektoub My Love: Canto due di Abdellatif Kechiche
(Perché Kechiche…)
Silvio Grasselli
Leonardo Gregorio
Here di Robert Zemeckis
Oscar Iarussi
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
Silvia Luzi
A House of Dynamite di Kathryn Bigelow
Enrico Magrelli
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Luca Malavasi
O agente secreto di Kleber Mendonça Filho
Fabrizia Malgieri
Frankenstein di Guillermo del Toro
Roberto Manassero
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Anton Giulio Mancino
Un film fatto per Bene di Franco Maresco
Emanuela Martini
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Perché Paul Thomas Aderson è uno dei pochissimi autori del XXI secolo che riesce a farti ridere mentre parla di cose serissime, a tenerti agganciato con una storia che è ancora una storia, una narrazione, e non una divagazione sul senso delle immagini; ma nello stesso tempo dà a ogni immagine e a ogni movimento di macchina un senso preciso e palese anche per lo spettatore che non ne sa niente di movimenti di macchina. Un regista-narratore puro, con un pezzo di cuore e uno sguardo al cinema americano degli anni 70 e l’anima e la moralità ben piantati in un oggi che non gli piace.
Massimiliano Martiradonna (Dikotomiko Cineblog)
Pietro Masciullo
Matteo Mazza
The Shrouds – Segreti sepolti di David Cronenberg
Un film d’amore e sull’amore. I sudari come dispositivo cinematografico di un’idea di cinema capace di rianimare e far rivivere il sentimento. Cinema postmortale, della decadenza, sintesi di un mondo e di un modo, riflesso di un rapporto stringente e sempre drammatico, tra téchne e sòma, tra la consapevolezza di voler vivere e quella di andare incontro alla propria morte.
Raffaele Meale
Sirât di Óliver Laxe
Michele Menditto
Presence di Steven Soderbergh
Paolo Mereghetti
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Mirco Moretti (Dikotomiko Cineblog)
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
L’anno del ritorno dei maestri, PTA e Park chan wook. Vince il primo per un pelo.
Emiliano Morreale
Leibniz: Chronicle of a Lost Painting di Edgar Reitz con Anatol Schuster
Lorenzo Mosna
Il maestro di Andrea Di Stefano
Giona A. Nazzaro
Piero Negri
I peccatori (Sinners) di Ryan Coogler
Davide Oberto
Cover Up di Laura Poitras
Pensando a James Ellroy e a Sei pezzi da mille per lo stile asciutto e essenziale che Poitras usa nei suoi documentari, sempre più, uno dopo l’altro, pezzi di un mosaico che racconta gli Stati Uniti meglio di qualsiasi altro film.
Grazia Paganelli
Filmlovers! di Arnaud Desplechin
Martina Parenti
Dry Leaf di Alexandre Koberidze
Anna Maria Pasetti
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Andrea Pastor
After the Hunt di Luca Guadagnino
A volte accade, al cinema, che il desiderio prenda forma, luce, che si faccia immagine, anche se oscurato dalla Legge, e dal Diritto del più forte.
Cristiana Paternò
Familiar Touch di Sarah Friedland
L’Alzheimer visto dal di dentro. Un film tattile che è quasi un coming of age all’inverso e una riflessione sul linguaggio del corpo.
Federico Pedroni
O agente secreto di Kleber Mendonça Filho
Io, che non ho mai amato il cinema brasiliano, sono rimasto basito davanti alla costruzione narrativa, al rispetto per lo spettatore, alla genialità della messa in scena. O agente secreto è un gioiello da sostenere e promuovere, in attesa delle poche sale che il film riuscirà a conquistare.
Alberto Pezzotta
Alexandre Trannoy – L’oeuvre invisible di Avril Tembouret, Vladimir Rodionov
Il mockumentary più poetico che abbia mai visto.
Paola Piacenza
Silent Friend di Ildikó Enyedi
Angelo Ponta
Sentimental Value di Joachim Trier
Ramona Ponzini
Bugonia di Yorgos Lanthimos
Giampiero Raganelli
Bruno Roberti
Presence di Steven Soderbergh
Quando il nostro stesso sguardo si incarna nello specchio del cinema.
Nicoletta Romeo
Sinners (I peccatori) di Ryan Coogler
Un horror soprannaturale e politico con geniali cambi di formato tra momenti epici e scene intime, e brillanti meticciamenti di generi, dove il mainstream incontra il cinema d’autore. Un film che ragiona sull’identità e le radici della cultura black, sul capitalismo americano, sulla libertà di chi fa arte evitando l’omologazione e autodeterminandosi culturalmente.
Massimo Rota
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Giulio Sangiorgio
Dry Leaf di Alexandre Koberidze
Marina Sanna
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Mauro Santini
Love di Dag Johan Haugerud
Carlo Michele Schirinzi
Nosferatu di Robert Eggers
Perché la morte è amore e l’amore è (nella) morte: l’accecamento luminoso del finale nel film, con le carni che assumono la lattiginosa lucentezza degli astri, restituisce la verità del trapasso, la sua pacata sospensione. E dopo? Decomposizione e cenere: della vita s’apprezza solo il suo decadimento (sussurra Cronenberg con The Shrouds), come il cesto di frutta di Caravaggio.
Gioiello italiano: Francesco Sossai Le città di pianura.
Samuele Sestieri
Here di Robert Zemeckis
Desktop movie definitivo, viaggio nel tempo emotivamente insostenibile con un controcampo ideale in Presence di Soderbergh, altro grande film dell’anno.
Roberto Silvestri
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Silvana Silvestri
The Shrouds – Segreti sepolti di David Cronenberg
Boris Sollazzo
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Simone Soranna
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
Perché è l’aggiornamento contemporaneo di Duel, di Steven Spielberg. I due film condividono le intenzioni e uno sguardo audace, innovativo e sfidante (pur se con modalità differenti), oltre a una sequenza di inseguimento da manuale. Due duellanti. Duels. Coincidenze?
Sergio Sozzo
Un film fatto per Bene di Franco Maresco
“Il critico deve essere un poeta, deve essere capace di ricreare l’opera dell’artista, non basta che la sappia raccontare. L’artista ha il dovere di creare un’opera, il pubblico ha il dovere di non capirla, il critico ha il dovere di riproporla” (Carmelo Bene)
Aldo Spiniello
Here di Robert Zemeckis
Perché la prospettiva obbligata del film non è semplicemente una “regola del gioco”, un limite entro cui mettere alla prova i virtuosismi della messinscena e della narrazione. Significa scegliere di “esserci”. Ancora qui, ancora nel mondo, in questa casa, nonostante il tempo che passa e che ti strappa il cuore. Insostenibile e magnifico, come la vita.
Fabrizio Tassi
Mektoub My Love: Canto due di Abdellatif Kechiche
Stefano Tevini
Carlo Valeri
Pomeriggi di solitudine di Albert Serra
Fabio Vittorini
After the Hunt di Luca Guadagnino
Giancarlo Zappoli
Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof
Gloria Zerbinati
Oh, Canada di Paul Schrader
Perché è un film lucido e spietato sull’ambiguità dell’essere umano, la sua debolezza e la sua ricerca di redenzione.


