Fino al 9 luglio  si può visitare  al MACRO, La Pelanda – Centro di produzione culturale la mostra MACROMANARA – Tutto ricominciò con un’estate romana» che ripercorre l’intera carriera del fumettista veronese attraverso due percorsi principali: da una parte una ricca proposta antologica, attraverso la quale si tracceranno tutte le grandi opere degli anni ’70, ’80 e ’90, dalle straordinarie tavole di Giuseppe Bergman a quel Tutto ricomincio con un’estate indiana che lo vide lavorare in coppia con l’amico Hugo Pratt, con il quale – successivamente – realizzò anche El Gaucho. E ancora Lo ScimmiottoGulliveriana, le storie del Gioco, di Miele e molto altro (le opere esposte sono 97). Dall’altra, la produzione più contemporanea (completa delle commission estere per Stati Uniti e Francia) e il suo rapporto con Roma e il cinema: dalla Cinecittà di Federico Fellini fino ai Borgia e Caravaggio, con una serie di illustrazioni dedicate alle grandi dive cinematografiche che sono esposte per la prima volta e hanno composto un portfolio inedito che Comicon Edizioni. Lavoro in scia ai 25 acquerelli  (realizzati nel 2016) con protagonista Brigitte Bardot,  Manara è il primo autore a ritrarre l’attrice francese negli ultimi 20 anni, e attualmente è al lavoro sui bozzetti per una statua dell’iconica attrice francese, che sarà installata a Saint-Tropez a settembre 2017.

“Dalla morte di Hugo Pratt, il mio migliore amico è Tanino Liberatore, il Michelangelo del fumetto, il fratello eterozigote di Andrea Pazienza, ma davvero frequento pochissime persone. Qualche volta vado in giro per festival, e ci vado soprattutto per rivedere i vecchi amici. Hugo Pratt coltivava la sua libertà interiore a un livello così alto da esserne persino danneggiato. Fu un padre assente, ha lasciato dei vuoti. Ma mi insegnò ad essere LIBERO nel mio lavoro” 

Milo Manara

 

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