Per non dimenticare: Maurizio Galimberti – Brescia, Piazza Loggia 1974

In occasione del cinquantenario della strage, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita, fino al 28 luglio 2024, la mostra di Maurizio Galimberti, dal titolo Brescia, Piazza Loggia 1974, promossa dalla Fondazione Brescia Musei e curata da Renato Corsini, da un’idea di Paolo Lodovici e Maurizio Galimberti. Il 28 maggio 1974, durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, un ordigno, posizionato all’interno di un cestino portarifiuti, esplose provocando la morte di otto persone e ferendone altre centodue. Maurizio Galimberti racconta quei tragici fatti, scomponendo le fotografie e le testimonianze originali dell’epoca e ricomponendole attraverso la sua cifra tecnica più caratteristica, il fotocollage e la polaroid. L’esposizione, che ha beneficiato della collaborazione con Casa della Memoria di Brescia nella ricerca di alcune fonti iconografiche e della collaborazione di molti fotografi che hanno messo a disposizione i propri scatti, è uno degli appuntamenti della VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinato attorno al titolo Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della storia attraverso il racconto che ne fanno le immagini. (In apertura: Maurizio Galimberti, Studio N03, Piazza Della Loggia, Brescia).

 

Maurizio Galimberti, Studio N04, Piazza Della Loggia, Brescia

 
La rassegna trae spunto da alcune delle sedici fotografie che lo stesso Renato Corsini riuscì a realizzare in piazza della Loggia pochi minuti dopo l’esplosione della bomba quando, accorrendo sul luogo dell’attentato, incontrò un collega fotografo che, sconvolto per quanto aveva visto, gli lasciò la sua macchina fotografica nella quale erano rimasti solo sedici scatti. Il valore storico e documentale di queste immagini, alle quali si sono aggiunti manifesti, carte d’identità, articoli di giornale, disegni di bambini, è stato sottoposto a un processo di scomposizione e ricomposizione, tipico della cifra tecnica più caratteristica di Galimberti. Il risultato è una installazione di 40 fotocollage di grande formato alle quali si aggiungono sei Polaroid 50×60, ottenute attraverso la trasposizione dell’immagine su lastra e sviluppo a strappo da negativo. Galimberti crea in questo modo un nuovo racconto dove tutti gli elementi che compongono le sue opere sono messi in evidenza, al fine di restituire al visitatore un nuovo e diverso tono di drammaticità ai fatti documentati e stimolare inediti spunti di riflessione.

 

Maurizio Galimberti, Studio N11, Piazza Della Loggia, Brescia

 
Maurizio Galimberti riesce a musealizzare quelle fotografie e, senza minimamente alterarne la sostanza, le trasforma in un percorso creativo del proprio pensiero se l’iconografia della strage di piazza della Loggia a Brescia tornerà a vivere con rinnovata attenzione, una parte di merito sarà anche da attribuire a Galimberti, capace di proporre un linguaggio della fotografia autoriale che si nutre di ricerche e di sperimentazioni partendo da lontano, rifiutando casuali improvvisazioni e confermando una profonda conoscenza del mezzo, delle sue potenzialità e del suo grande valore comunicativo.
Renato Corsini, Curatore

 

Maurizio Galimberti, Studio N20, Piazza Della Loggia, Brescia