lachapelle-1Da alcuni anni l’artista canadese Guillaume Lachapelle esplora l’infinto grazie allo sviluppo in diorama delle sue stampate in 3D. Il diorama  è stato creato nel 1822 da M. Daguerre e M. Bouton  in sostanza si tratta(va) di ottenere effetti tridimensionali nella rappresentazione di luoghi, persone e oggetti. Oggi Lachapelle prepara “stanze” inquietanti, sotto teca, che possono contare su luci e specchi per creare l’illusione di vasti spazi. In sostanza l’artista espande scene in miniatura che danno il senso di correre verso l’infinito. Sono rappresentati spazi comuni, luoghi che vediamo ogni giorno come i quartieri di periferia, i parcheggi, corridoi, biblioteche. Compressi, espressi con le ombre, questi paesaggi assumono un diverso significato emozionale: il familiare, il conosciuto diventa perturbante e si instaura un clima di paura dell’ignoto. Lachapelle ama creare “sulla soglia tra ciò che si vede e non si vede.” Lo spettatore osserva queste piccole scene, dall’esterno e dall’alto, quasi fosse un dio. L’effetto è straniante, come la vastità illusoria che intensifica il senso di disagio e solitudine. Ogni tanto questo universo è attraversato da segni di vita (le luci nelle case, i libri che contengono i segni della storia umana).

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