Quest’anno il “Cinema di periferia” che da 21 edizioni evidenzia la mission di Vicoli Corti, è di fatto ancora più una realtà. Il festival riparte infatti da una nuova location, il parco Madre Teresa di Calcutta. Periferico appunto, ma destinato per sei giorni, dal 18 al 23 agosto, a diventare il centro nevralgico di una manifestazione che prosegue il suo percorso di crescita e radicamento nel territorio tarantino, per guardare poi molto lontano.
Organizzato dall’associazione culturale Il Serraglio di Massafra con la direzione artistica di Vincenzo Madaro, Vicoli Corti si articola in sei sezioni competitive dedicate ad altrettante tipologie di cortometraggi, per un totale complessivo di 53 opere che saranno proposte in due differenti postazioni, Cava Grande e Cava Piccola: Drama/Fiction, Doc/Experimental, Diritti Umani, Animazione, Scuole di Cinema e Apulian Way, raccolti con l’obiettivo di attraversare geografie, linguaggi e generazioni, unendo giovani autori dall’Italia e dal mondo, per farli dialogare con una presenza particolarmente significativa del cinema pugliese.
Tra i vari titoli proposti, sono da segnalare in prima mondiale Cartografia, della messicana Marinthia Gutierrez (già vincitrice dell’edizione 2024), che sarà presente a Massafra; e Remote Farms, di Homayoon Mobaraki, produzione fra Camerun e Svezia sullo sfruttamento nelle piantagioni di cacao nell’Africa Occidentale. Fuori concorso, invece, si vedranno Sammi, Who Can Detach His Body Parts, poetico cortometraggio indonesiano di Rein Maychaelson, vincitore dell’ultima edizione di Monsters – Fantastic Film Festival, partner di Vicoli Corti; il documentario Agnus Dei, di Massimiliano Caimati sul rito degli agnelli affidati a una monaca di clausura che da secoli viene portato avanti nel monastero di Santa Cecilia a Trastevere; infine La clessidra umana, di Elia Bei, cui verrà assegnato il premio nell’ambio del progetto Vicoli Fuori, che porta il cinema all’interno del carcere di Taranto.
A queste si accompagna l’omaggio a Bernardo Bertolucci, in occasione del cinquantesimo anniversario di Novecento, che oltre ad attraversare l’identità visiva di Vicoli Corti, proporrà i documentari Bertolucci secondo il cinema di Gianni Amelio e La nostra magnifica ossessione di Marco Spagnoli e il cortometraggio Histoire d’eaux, che l’autore emiliano realizzò nel 2002 come parte del film collettivo Ten Minutes Older.

In una formula che da sempre valorizza gli incontri, insieme alle proiezioni, si distingue poi il progetto Mediana, di Cattive Produzioni, con tre giornate, dal 18 al 20 agosto, sul tema del cinema politico, da intendersi sia per i temi trattati che per il gesto forte del portare l’arte nelle realtà periferiche. Si andrà dal workshop di Danilo Caputo sulla costruzione di un’idea cinematografica, a quello sulla realizzazione di film politici, con Silvia Luzi e Luca Bellino (che saranno anche protagonisti di una masterclass dedicata), Silvia Carobbio, Gaia Siria Meloni, Domenico Saracino e Stefano Collizzolli, moderati da Marco Mingolla. Infine la programmazione dei festival, quali spazi di scoperta e proposta culturale, con Silvia Carobbio (Pordenone Docs Fest), Massimo Causo e Davide Di Giorgio (Monsters – Fantastic Film Festival), Silvio Giannini (Earlybird Distribution), Gabriele Ragonesi (UnArchive Found Footage Fest) e Vincenzo Madaro. A questi vanno aggiunti l’incontro con Scomodo su cosa significa fare cinema in provincia, il panel sul futuro dell’industria cinematografica con Agostino Gambino, Marco Mingolla, Alexia Cozzi e Giacomo Abbruzzese, moderati dal direttore di Hot Corn Dario Cangemi, e il focus sui 25 anni dal G8 di Genova con Riccardo Noury di Amnesty e Stefano Collizzolli per riflettere sull’impegno civile e il rispetto dei diritti umani. In quest’ottica di resistenza culturale si pongono anche le proiezioni dei lungometraggi Se fate i bravi di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone, diario delle giornate genovesi realizzato nel 2021 e Cattiva strada di Davide Angiuli.

Non solo immagini, ma anche suoni, poi, con La guerra e il sogno di Momi, classico del cinema muto diretto da Segundo de Chomón in cui il pacifismo dei temi si unisce all’uso inventivo della stop-motion, sonorizzato dal vivo da INTERACT Project, ovvero Alessio Bernard Rondinelli e Andrea Donato. Sulla stessa traccia è anche Aftersound, frutto della residenza artistica di ICHOS – Suoni a Margine, dedicato all’identità acustica delle zone marginali di Taranto. Voci, rumori, silenzi e tracce sonore incontrano le immagini e le riprese di Roberta Trani, nel montaggio e sound design di Francesco Giannico, per costruire un ritratto audiovisivo della città a partire dai suoi margini. E infine la performance audiovisiva Cinema Italiano Electronic Odyssea, di Giacomo Abbruzzese insieme al dj Feel Fly, già presentata in anteprima al recente Festival di Cannes.

Conclusione affidata alle parole, quelle di Caterina Sabato, che presenterà il suo libro Cult Thriller, edito dai tipi di La Serra, in una conversazione con la giornalista Anna Puricella; e di Omar Di Monopoli, con Il santo degli assetati (NN Editore), in dialogo con Vincenzo Parabita dell’associazione Volta la carta. Nella giornata conclusiva verrà anche assegnato il Premio Sentinella dello Sguardo a Laura Samani, che interverrà con un videomessaggio.


