Di loro sentiremo i nomi solo in poche occasioni: lei è indicata con il nomignolo di “Agnes”, lui è poco più che un insegnante di latino e drammaturgo, e solo nel finale...
Era un dottore in legge e aveva anche insegnato materie di diritto all’Università di Boston. Forse questa sua preparazione giuridica, che sottende alla ricerca minuziosa dei fatti sotto osservazione e, al contempo, pretende...
Alla fine il futuro è arrivato. Non ha scavalcato la palizzata del presente, l’ha ridotta in cenere con la forza di un clima sempre meno adatto alla vita umana. I fiumi sono...
Bisognava arrivare alla fine di questa Berlinale 76 per avere la corretta visione di quello che abbiamo vissuto negli ultimi dieci giorni. Ci voleva il capitolo finale del festival perché questo stesso...
Uno dei pregi di Olivier Assayas è sempre stato quello di concepire il proprio lavoro di regia e di scrittura come una ricerca dell’origine delle cose. Un metodo che prevede la conoscenza...
L’approccio empatico del titolo – I Understand Your Displeasure – è una forma fredda di compassione perfettamente coerente con lo spirito di questa opera prima che il tedesco Kilian Armando Friedrich ha...
La solitudine è materia controversa, si spaccia per questione perimetrale, di chiusura nel proprio confine esistenziale, e magari è piuttosto una ricaduta di altre dinamiche, che attengono lo spazio esterno alla sfera...
Truly Naked, l’opera prima di Muriel d’Ansembourg, arriva con una bella forza d’urto nel programma di Perspective della Berlinale 76: lo spazio nemmeno troppo simbolico che elegge a set è quello della...
L’eterna ferita cilena del cinema latinoamericano, il colpo di stato del ’73 che rovesciò il governo di Allende, più volte raccontato, questa volta scandagliato dal punto di vista interno dell’esercito: Red Hangar,...
Stati di coscienza, in equilibrio tra esserci e non esserci, tra la consapevolezza e l’indeterminazione della realtà: dopo Ballast, Lance Hammer torna in concorso alla Berlinale 76 con la sua opera seconda,...