Da oggi fino al 26 gennaio, sotto la direzione artistica di Simone Menegoi, c’è a Bologna Arte Fiera che coinvolge 155 gallerie tra italiane e straniere, per un totale di 345 artisti presentati . Nello sterminato e variegato programma segnaliamo alcuni appuntamenti da non mancare. (In apertura dalla sezione Fotografia e immagini in movimento, Silvia Camporesi, Neue, Il paese sommerso, 2019, inkjet print, variable dimensions, edizione 5 + 1 AP, Courtesy l’artista e z2o Sara Zanin Gallery Roma).

 

Focus è una delle principali novità di Arte Fiera 2020: una sezione che prende in esame le ricerche artistiche della prima metà del XX secolo e del secondo dopoguerra, con un taglio differente ogni anno. Volutamente ridotta nelle dimensioni, vuole essere un meditato approfondimento su un aspetto dell’arte del XX secolo. L’edizione d’esordio è firmata da Laura Cherubini che si è concentrata sul rinnovamento e sulle innovazioni linguistiche della pittura italiana tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta. “La pittura è certamente un linguaggio che ha fortemente caratterizzato l’arte italiana. Costituisce quindi un tema identitario e delinea un DNA dell’artista italiano. L’idea è stata, soprattutto, quella di offrire una panoramica, attraverso una sintetica campionatura, del periodo fertile e variegato che ha preceduto il cosiddetto “ritorno alla pittura”. Per scoprire che la pittura in Italia c’è sempre stata, in Italia la pittura è di casa. Il Focus si è quindi concentrato, in particolare, sui decenni Cinquanta, Sessanta e Settanta di quello che possiamo ormai chiamare il secolo scorso. Anni in cui la pratica della pittura in Italia è stata ricca e intensa, nonostante a più riprese venisse data per morta e sepolta. All’interno del filo conduttore di questa concisa sezione potranno essere rintracciate conferme, riscoperte e qualche sorpresa. Si tratta di presenze singolari e diversificate e non etichettabili in un’unica tendenza, movimento o gruppo. Pitture italiane. Da sempre la pittura abita qui” (Laura Cherubini).

John Finneran, Home of Tombs, 2018
olio su lino

 

Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, è la prima sezione di una fiera, in Italia o all’estero, dedicata interamente alla pittura contemporanea. L’obiettivo del progetto è di offrire una panoramica del lavoro degli artisti emergenti e mid-career, a livello nazionale e internazionale, che lavorano con questo medium. Una proposta audace e al contempo tempestiva, poiché si colloca in una fase storica in cui la pittura si è riaffacciata prepotentemente sulla scena dell’arte. “Individuando un territorio compatto e delimitato all’interno del contesto fieristico, Pittura XXI nasce con l’intento di provare a indicare alcuni fili conduttori che percorrono la ricerca delle ultime generazioni di pittori. Al centro della sezione, in particolare, ci sono alcuni fra i possibili percorsi della pittura figurativa del presente: l’approdo a una figurazione che sembra nascere come un dato momentaneo da una specie di magma astratto, o, al contrario, di un’astrazione che sottintende una grammatica figurativa; la proposta di una figurazione agile, perfino sfrontata, capace di sovrapporre forme e modelli del passato (anche quello che precede le Avanguardie) a un immaginario pop; all’estremo opposto, una figurazione minima, riflessiva, inevitabilmente metalinguistica. Pittura XXI includerà il lavoro di 30 artisti mid-career, in gran parte internazionali, che hanno iniziato a dipingere dall’inizio degli anni Duemila, presentati da una ventina di gallerie, e vuole evidenziare il lavoro di quegli spazi che, soprattutto in Italia, hanno saputo sviluppare in anni recenti una programmazione in cui la pittura ha avuto un ruolo di primo piano”. (Davide Ferri)

 

Francesco Jodice,West, Nelson, Nevada, 2017, Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli

 

Giunta alla sua seconda edizione, la sezione Fotografia e immagini in movimento, a cura del collettivo Fantom, costituisce un osservatorio puntato su alcune delle più recenti ricerche nel campo della fotografia e del video, cui si aggiungono alcuni imprescindibili punti di riferimento nel passato. “La sezione combinerà gli utilizzi più classici e tradizionali dei due linguaggi con un approccio sperimentale rivolto allo studio e all’osservazione non soltanto dei soggetti rappresentati, ma anche del mezzo espressivo utilizzato. La fotografia e il video invadono sempre più lo spazio del quotidiano, reale e virtuale, assumendo un ruolo di cruciale importanza nelle nostre vite. Sono macchine che consentono un’elaborazione estetica, sociale, filosofica e politica di tutto ciò che ci circonda. Ormai non si limitano a registrare cambiamenti e mutazioni, ma sono agenti cruciali della trasformazione del mondo e del nostro rapporto con esso (Fantom).

 

Jimmie Durham, Still Life with Stone and Car, 2004, car, rock, paint. Installation view, Sydney Opera House, from the 2004 Biennale of Sydney. photo © Jenni Carter

 

Dopo il debutto nel 2019, che ha suscitato l’interesse del pubblico e della critica, torna ad Arte Fiera Oplà. Performing Activities, programma di live arts a cura di Silvia Fanti (Xing). La Fiera accoglierà un nuovo ciclo di azioni performative firmate da artisti fra i più significativi della scena contemporanea nei rispettivi ambiti di ricerca: Alessandro Bosetti, Luca Vitone e ZAPRUDER filmmakersgroup. Jimmie Durham, artista insignito del Leone d’Oro alla carriera in occasione della 58. Biennale di Venezia, avrebbe dovuto presentare il re-enactment di una sua performance iconica, Smashing, eseguita solo una volta in precedenza: purtroppo, problemi di salute gli hanno impedito all’ultimo momento di essere a Bologna.

 

Eva Marisaldi, Studio per Welcome, 2019

 

La protagonista del Progetto speciale di Arte Fiera 2020 è Eva Marisaldi, una delle artiste italiane più significative degli ultimi trent’anni. L’artista presenta Welcome, una nuova creazione divisa in due parti. La prima è un’installazione che accoglie i visitatori all’ingresso del Padiglione 18: quattro dirigibili argentei, ornati con gualdrappe ricamate, che oscillano dolcemente in alto, mossi da piccoli motori. I quattro motivi ricamati sulle gualdrappe (uccelli, fuochi artificiali, satelliti e stelle, un motivo per ogni dirigibile) introducono alla seconda parte del progetto. Ispirandosi alle bustine di zucchero che vedeva da bambina, illustrate con immagini di fauna, Marisaldi ha prodotto 40 disegni che sono stati stampati sulle bustine di zucchero in distribuzione nei bar della fiera e nei bar del MAMbo, del Teatro Comunale e del Royal Hotel Carlton di Bologna, tutti, a vario titolo, partner di Arte Fiera.  Oltre a Welcome, Marisaldi presenterà anche un’installazione al Teatro Comunale di Bologna, rinnovando così la collaborazione fra Arte Fiera e l’importante istituzione cittadina iniziata con l’edizione 2019. Al Comunale l’artista esporrà quattro opere legate fra loro dal fatto di produrre dei suoni; coordinate da un software che sfrutta il caso, le opere daranno vita a una partitura sonora mai uguale a se stessa. I lavori sono realizzati in collaborazione con Enrico Serotti (musicista) e saranno visibili al pubblico a partire dalla rappresentazione del Tristan und Isolde di Richard Wagner, con cui si apre la Stagione lirica 2020.

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