Leonard Cohen, Milano, Teatro degli Arcimboldi, 23 ottobre 2008 © Guido Harari

Fino al 26 agosto la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia propone una mostra dedicata a Guido Harari uno dei massimi fotografi contemporanei di musica, autore di celebri ritratti e notissime copertine di dischi di artisti che spaziano dal rock, al jazz, alla musica classica. L’esposizione, dal titolo Wall of Sound, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, organizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti di Parma, Umbria Jazz e il Trasimeno Music Festival, presenta, attraverso oltre 100 fotografie, un’ampia panoramica del lavoro di un autore che, in più di 40 anni di attività, ha immortalato cantanti e musicisti del calibro di Fabrizio De André, di cui è stato uno dei fotografi personali più fidati, Lou Reed, Giorgio Gaber, Bob Dylan, Vinicio Capossela, Kate Bush, PFM, Vasco Rossi, Peter Gabriel, Enzo Jannacci, Riccardo Muti, Miles Davis e tanti altri. Ispirato dai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Cinquanta e Sessanta, Guido Harari si è affermato nei primi Settanta come fotografo e giornalista musicale. Nel tempo ha esplorato e approfondito anche il reportage, il ritratto istituzionale, la pubblicità, la moda e il graphic design dei propri libri. Numerose le copertine di dischi firmate per artisti internazionali come Kate Bush, David Crosby, Bob Dylan, B.B. King, Ute Lemper, Paul McCartney, Michael Nyman, Lou Reed, Simple Minds e Frank Zappa, oltre ai lavori per Dire Straits, Duran Duran, Peter Gabriel, Santana e altri ancora. In Italia ha collaborato soprattutto con Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Angelo Branduardi, Vinicio Capossela, Paolo Conte, Pino Daniele, Fabrizio De André, Eugenio Finardi, Mia Martini, Gianna Nannini, PFM, Vasco Rossi, Zucchero e la Filarmonica della Scala. In apertura David Bowie, Milano, Palatrussardi, 13 aprile 1990 © Guido Harari.

Lou Reed, Milano, March 27, 2007 © Guido Harari

 

Come scrive il curatore “Guido Harari possiede il raro talento di cogliere la personalità dei musicisti sia nel corso della performance sul palco sia nello svolgersi delle sedute – questa volta intime ed esclusive – durante le quali prendono forma i ritratti. Nell’uno e nell’altro caso il risultato è un’immagine iconica, che si deposita subito nell’immaginario collettivo e perde persino la propria connotazione cronologica. Accade con la Fender Telecaster alzata verso il cielo da Springsteen o con le contorsioni di Iggy Pop, così come con il ritratto ‘assai compreso di sé’ di Philip Glass o quello ironico di Ennio Morricone. Diviene difficile, se si conoscono queste immagini, non richiamarle automaticamente alla mente per prime ogni qualvolta si senta o si pronunci il nome dei musicisti che le animano”. Jazz goes to the Museum, progetto elaborato per il museo da Umbria Jazz, proporrà inoltre una serie di nove concerti quotidiani – in programma  a mezzogiorno, dal 14 al 22 luglio –  – nella sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, uno degli spazi più prestigiosi ed evocativi della città. Vi si alterneranno, tra gli altri, Danilo Rea, Antonello Salis & Simone Zanchini, Gianluca Petrella & Pasquale Mirra.

 

 

Bruce Springsteen,Torino, Stadio, 8 settembre 1988 © Guido Harari

 

Fabrizio De Andrè, Bologna, Palasport, 16 gennaio 1979 © Guido Harari

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