A Bologna Pietro Pietra (1885-1956). La forza del segno

Pietro Pietra, Chimpanzè, acquaforte

Fino al 12 febbraio 2026, Palazzo d’Accursio di Bologna ospita Pietro Pietra (1885-1956). La forza del segno, una mostra antologica presentata dall’Associazione Bologna per le Arti a 140 anni dalla nascita dell’artista, che propone 82 opere originali, tra incisioni, disegni, acquerelli e dipinti. La mostra  ripercorre la tradizione del disegno e della grafica bolognese a cavallo tra Ottocento e Novecento, seguendo le tracce dell’intensa e poliedrica produzione di Pietro Pietra. Artista sensibile e attento osservatore, anche grazie all’intenso studio condotto nel Giardino Zoologico di Roma tra il 1914 e il 1915, Pietra si distinse sin da subito come disegnatore di animali, capace di coglierli con rigore naturalistico e sensibilità poetica. Nei suoi disegni, ogni creatura — cani, leoni, tigri, gatti o cavalli — è resa con straordinaria precisione e profondità: non solo ne intuiamo l’aspetto esteriore ma anche l’essenza più intima di ciascun esemplare, spesso ritratto come essere senziente e fiero. In apertura Pietro Pietra, Riposo vigilante, acquaforte.

 

Pietro Pietra, Vecchia Bologna. Visione Santuario di S. Luca dell’ultima rampa

 
Da queste rappresentazioni emerge il senso di rispetto che l’artista rivolgeva al mondo animale, con una sensibilità animalista ed ecologica in grande anticipo sui tempi. Pietra  ha profondamente amato Bologna, ritraendola in suggestive vedute e immortalando nei suoi lavori i luoghi simbolo della città — le storiche vie porticate, le antiche porte della cinta muraria, le piazze più caratteristiche. Con un gusto per la veduta architettonica e il rigore prospettico che si fondono con la teatralità scenografica e la dimensione narrativa. Le sue opere sono realizzate con tecniche diverse— acqueforti, puntesecche, penne acquerellate e pittura a olio — che rendono questa esposizione un evento unico nel panorama italiano. L’intento è anche quello di offrire al pubblico un’occasione di educazione dello sguardo e di riscoperta delle tecniche incisorie, spesso rimaste ai margini della storia dell’arte. Non a caso, la mostra è accompagnata non solo da un catalogo monografico ma anche da un compendio pratico dedicato alle principali tecniche d’incisione (entrambi editi da Paolo Emilio Persiani, 2025).
 
Pietro Pietra, Vecchia Bologna. Piazza Nettuno col mercato, soppresso nel 1871