Tutto parte da un’immagine: un ragazzo che gioca a bowling con dei cadaveri. Un’idea, una singola scena che diventa un racconto breve. A uno ne seguono altri, ispirati per lo più alle fiabe e al folklore, ma anche al lavoro di alcuni importanti autori di narrativa fantastica. C’è chi sfugge alla pena capitale grazie a un patto che si può definire come… diabolico. C’è un cuore che ancora batte, ambito per le sue proprietà straordinarie che, tuttavia, richiedono una contropartita da non sottovalutare. C’è anche un drago creatore di mondi e una popolazione vittima delle proprie mostruose azioni. Carambola di cadaveri e altri bizzarri racconti dalle Terre sconosciute ( Bao Publishing, pag.112, euro 19) è una raccolta di racconti brevi a fumetti firmata dal padre di Hellboy, il grande Mike Mignola, che dà vita a un nuovo universo narrativo indipendente dalle sue creazioni precedenti, un mondo di storie scollegate ma solo in apparenza, ma in realtà tessere di un unico mosaico inquietante come le storie che da secoli ci raccontiamo per farci paura.Mike Mignola non ha più nulla da dimostrare all’industria del fumetto, anzi, parlando di questo suo Carambola di cadaveri ironizza sul suo status a metà tra il veterano e il pensionato che, tuttavia, si annoia e continua a fare ciò che gli riesce meglio e che, in fin dei conti, lo gratifica di più: i fumetti.

L’aspetto più piacevole di questa raccolta di short stories è che Mignola lavora proprio con questo spirito leggero, con la voglia di divertirsi di chi non ha addosso la pressione di dare il meglio perché in fin dei conti l’ha già dato, nella fattispecie il suo curriculum parla da solo, e che di conseguenza si dedica a ciò che gli piace. Lo si vede da una certa ironia sottile che attraversa i racconti brevi, non tanto sotto forma di situazioni ridicole o battute sarcastiche, ma proprio per un certo approccio divertito, a tratti distaccato che comunica un atteggiamento giocoso. I racconti sono scorrevoli e intrattengono, hanno la forza senza tempo del folklore da cui traggono il gusto per la situazione che mette in trappola il protagonista e una punta di sense of wonder. Sul tratto di Mignola c’è davvero poco da dire che non sia stato detto, le sue tavole sono tra le più riconoscibili di tutto il fumetto mondiale e in Carambola di cadaveri il lettore non assiste a evoluzioni radicali nel suo stile: le linee spigolose, le figure stilizzate e i chiaroscuri con certi neri densi e carichi fanno parte dell’estetica del creatore di Hellboy da sempre che in questa sua ultima antologia non fa eccezione. Si potrebbe definire il solito Mike Mignola, ma si rischierebbe di dare a intendere che ciò sia un difetto quand’è casomai l’opposto, perché quando un disegnatore lavora con standard stellari è già ottimo se si limita anche soltanto a mantenerli, specie se funzionano in grande sinergia con i testi in quanto intrinsecamente coerenti con le atmosfere dei racconti che vanno a illustrare, fatto di cui non c’è granché da stupirsi essendo Mignola un autore completo, e che autore!



