Rimpianti dovevano essere e rimpianti sono stati. La partita inaugurale del girone B, che avrebbe potuto (dovuto…) vedere in lizza l’Italia, ha confermato la pochezza della Bosnia, che pure a fine marzo eliminò gli azzurri, ma anche quella del Canada, avversario modesto in un raggruppamento completato da Qatar e Svizzera che a dicembre sembrava in effetti l’ideale per consentire agli azzurri un avvio senza patemi, una sorta di rodaggio in vista della fase ad eliminazione diretta. La sfida è finita in parità, frutto delle reti del bosgnacco Lukic al 21’ del primo tempo sugli sviluppi di un calcio d’angolo e alla replica al 34’ della ripresa del subentrato canadese Larin, complice l’involontaria deviazione di Katic. Un risultato che consente a entrambe le squadre di restare in lizza per il passaggio del turno, ma probabilmente le scontenta: i padroni di casa perché hanno attaccato con continuità, costruendo diverse buone occasioni vanificate dall’imprecisione degli attaccanti e anche dalla malasorte (clamorosa la traversa della propria porta colpita dall’atalantino Kolasinac in chiusura disperata su Oluwaseyi, che ai meno giovani avrà ricordato il palo colpito in una delle rare presenze in nazionale da Ugo Ferrante nel tentativo di mettere in angolo); la squadra di Barbarez per aver a lungo pregustato il successo, svanito soltanto nel finale.

Detto di passaggio che a tratti sembrava di essere a Castellaro Lagusello più che a Toronto, visti i frequenti batti e ribatti tipici del tamburello, tra i motivi di interesse per gli appassionati di calcio italiani c’erano le prove dei giocatori che militano in serie A, in particolare del centravanti juventino David e del difensore centrale del Sassuolo Muharemovic, da settimane oggetto di voci di mercato. Il bianconero, dopo aver sprecato una facile opportunità sullo 0-0, si è progressivamente spento, venendo sostituito dopo un’ora di gioco, mentre il difensore, chiamato agli straordinari dall’atteggiamento catenacciaro dei suoi, è stato spesso baluardo insormontabile, facendosi però trovare fuori posizione in occasione del gol canadese. In tema di individualità, ha impressionato favorevolmente il giovanissimo attaccante Alajbegovic (inutile specificare la nazionalità…), peraltro schierato soltanto negli ultimi venti minuti, mentre il leader della Bosnia Edwin Dzeko, non al meglio fisicamente, ha passato il pomeriggio in panchina. Per la statistica, ma anche per capire meglio di chi stiamo scrivendo, aggiungiamo che quello di ieri è il primo punto raccolto dal Canada ai Mondiali, dopo sei sconfitte equamente suddivise tra le edizioni del 1986 e del 2022, per un bilancio aggiornato di 3 gol fatti e 13 subiti. Dal canto suo la Bosnia Erzegovina, federazione nata nel 1993, che partecipa per la seconda volta alla fase finale, ha ottenuto il suo primo pareggio, dopo le due sconfitte e la storica vittoria sull’Iran nel 2014. La seconda giornata del mondiale americano per quanto ci riguarda è stata caratterizzata dalla sortita di Infantino che, ipotizzando un ulteriore ampliamento del numero delle squadre partecipanti, ha ironizzato sul fatto che una fase finale a 64
squadre potrebbe favorire la qualificazione dell’Italia. Non l’avesse mai detto: il ministro dello Sport Abodi ha subito detto che lo sentirà al riguardo (il tono era quello di chi si appresta a inviare i padrini e fissare un appuntamento all’alba dietro il convento dei Carmelitani Scalzi a Parigi) e non ci stupiremmo se Tajani e magari anche la premier definissero inaccettabili le parole del presidente della Fifa.


