A Reggio Emilia Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori

Luigi Ghirri, Modena, 1979 © Eredi Luigi Ghirri

Fino al 28 febbraio 2027, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia ospita la mostra Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. La rassegna comprende anche un nucleo intitolato Oltre quei monti il mare, concepito grazie alla partecipazione del musicista Iosonouncane, e un focus allestito presso il Teatro Municipale Valli, visitabile fino al 14 giugno 2026. Nel 2021, nell’ambito del riallestimento curato da Italo Rota, nel secondo piano di Palazzo dei Musei è stata inaugurata una nuova sezione fotografica concepita come uno spazio dinamico di ricerca e valorizzazione. La sezione dedica uno spazio permanente all’opera di Luigi Ghirri. Il progetto – promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri – vede ogni anno una nuova esposizione. In apertura Luigi Ghirri, Porto Recanati, 1984 © Eredi Luigi Ghirri.

 

Luigi Ghirri, Modena, 1978 © Eredi Luigi Ghirri

 
Per il 2026–2027 si esplora quella che Luigi Ghirri definiva la “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine”. Un tema centrale nella sua ricerca, che attraversa tanto le sue fotografie quanto i suoi scritti. Grande appassionato di musica, Ghirri le attribuisce un ruolo fondamentale nella costruzione dello sguardo. La musica, al pari di pittura, filosofia, letteratura e cinema, contribuisce alla formazione di quella “immagine dell’esterno” su cui l’autore ha costantemente riflettuto, riconoscendole una forte capacità narrativa e la possibilità di generare autentici “squarci visionari”. Nella sua opera, Ghirri indaga uno spazio condiviso tra suono e immagine: una capacità comune di “incontrare e costruire uno sguardo”. Questa affinità emerge nelle sue “piccole illuminazioni”: nella possibilità di rendere visibili aspetti della realtà altrimenti destinati a rimanere inosservati. Particolarmente significativa è la vicinanza al cantautorato italiano, alla scrittura di Bob Dylan e alla musica classica. In un dialogo del 1989 con Lucio Dalla, Ghirri sottolinea una comune tensione narrativa: l’attenzione per paesaggi marginali e microstorie capaci di trasformarsi in racconti universali. In questa prospettiva, paesaggio sonoro e paesaggio visivo diventano due forme complementari di relazione con il mondo. La mostra affrontare questi diversi livelli di contatto tra fotografia e musica articolandoli in un percorso in tre parti che alterna luoghi, incontri e riflessioni sull’ascolto e sullo sguardo.

 

Luigi Ghirri, Ponza, 1986 © Eredi Luigi Ghirri

 
L’esposizione si apre con la proiezione di un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991 – per l’occasione presentato nella versione editata dal montatore Cristiano Travaglioli – che documenta l’avvicinamento di Luigi Ghirri al linguaggio cinematografico avvenuto negli ultimi anni della sua vita. Le immagini rivelano una forte continuità con la ricerca fotografica di Ghirri, accanto a una dimensione intima e domestica. Il suono assume un ruolo centrale: dalla ricorrenza di Series of Dreams di Bob Dylan alla musica classica, fino ai suoni ambientali che accompagnano le sequenze finali. La prima sezione è dedicata ai Luoghi della musica: disegni parietali di trombe e percussioni, interni di teatri, chiese con organi come fossero piccoli monumenti, jukebox e pianoforti. Ne emerge un ritratto stratificato che intreccia cultura alta e popolare, restituendo la musica sia come presenza storica sia come apparizione effimera. La seconda sezione è dedicata al rapporto tra Luigi Ghirri e i musicisti, e presenta numerosi materiali inediti realizzati assieme a Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri, per copertine di dischi e tour. In particolare, la relazione con Lucio Dalla è ricostruita – oltre che da un ricco corpus di immagini – attraverso l’esposizione del menabò inedito progettato da Ghirri e Paola Borgonzoni, in cui è interessante notare come i ritratti del musicista e gli scatti che si concentrano sull’immaginario musicale siano messi in relazione con fotografie di paesaggio realizzate durante il tour americano Dallamericaruso del 1986.

 

Luigi Ghirri, Modena, 1970 © Eredi Luigi Ghirri

 
La terza sezione, intitolata Oltre quei monti il mare, è concepita come uno spazio di sperimentazione e riflessione attorno al tema del soundscape, grazie alla partecipazione dell’artista Iosonouncane. In questo spazio unico ma tripartito, le stanze sintetizzano la scena sonora primaria, l’esperienza acustica a partire dall’infanzia del musicista e la scoperta del suono. Mettendo in relazione l’“ecologia dello sguardo” di Ghirri e l’“ecologia acustica” del compositore, teorico e ambientalista Raymond Murray Schafer. Fino al 14 giugno 2026, un ulteriore focus dedicato alle immagini per le copertine di musica classica della storica etichetta discografica RCA, è allestito nella sala ottagonale del Teatro Municipale Valli. La mostra è accompagnata da una serie di audio originali a cura di Giulia Cavaliere: approfondimenti, dialoghi e interviste ad artisti come Angela Baraldi, Gianni Morandi e Luca Carboni, che si intrecciano al percorso e invitano a una fruizione “in ascolto”.