Anno Domini 1212. Il giovane pastore Stefano riceve una visione mistica, la chiamata alle armi di un dio furente degno dell’Antico Testamento che gli ordina di raccogliere un esercito di bambini e di incamminarsi per una crociata per liberare il Santo Sepolcro. Il ragazzo risponde alla chiamata e, raggiunto un monastero immerso nel vizio e nel degrado, veste le armi di San Nessuno, che gli conferiscono capacità prodigiose, e insieme a un monaco senza gambe e a tre misteriose figure incappucciate raduna un’armata di bambini, folli e disadattati di vario genere per incamminarsi nella leggendaria Crociata dei Fanciulli, un viaggio allucinato in cui Stefano affronterà creature aberranti lungo una febbrile discesa nel delirio. Chi scrive fa un pronostico: in un’eventuale classifica dei migliori fumetti usciti nel 2022, una posizione sarà occupata da La Grande Crociata (pag.200, euro 22), del brasiliano Theo Szczepanski, che esce il 13 aprile per Neo Edizioni, un editore che di rado si occupa di fumetti ma lo fa con una selezione di livello stellare che si mangia senza sudare le pubblicazioni di realtà specializzate, dando tra l’altro visibilità ad autori inconsueti come Toni Alfano o gli argentini Reggiani e Mosquito. O, come nel caso di La Grande Crociata, provenienti da una scena poco conosciuta qui da noi: il Brasile. Questo fumetto è letteralmente una bomba atomica. Szczepanski è un mostro con una padronanza assoluta del mezzo supportata da una conoscenza enciclopedica che viene fuori in un tratto che, da solo, è un corso di storia della narrazione grafica.

 

 

 

Dalla bande dessinée al Gianni De Luca de Il Commissario Spada passando per David Rubin e Gustave Dorè, con alcune tavole che ricordano le vetrate di una chiesa, l’autore racconta una storia lisergica che unisce il fanatismo incendiario di un ragazzino in preda alle visioni il cui carburante potrebbe essere, come viene suggerito, proprio il consumo di funghi allucinogeni, con un horror tutto ispirato alle creature antiche, aliene e abissali del miglior Lovecraft. Nei momenti di maggior delirio, come nella visione che spinge Stefano a iniziare la crociata, l’uso di colori piatti, acidi e sparati rende la scena profondamente febbrile e colpisce quasi fisicamente gli occhi del lettore che mai interrompono la loro corsa grazie alla fluidità della gestione delle continue variazioni stilistiche che mai mostra una saldatura tanto evidente da interrompere il ritmo della storia. La Grande Crociata è un’opera di una ricchezza strabordante, eccessiva, che solo un lettore scafato e di lunga esperienza può cogliere in tutte le sue sfumature, un fumetto che chiede al lettore di alzare l’asticella senza mai rilassarsi. Ma d’altronde non viene voglia di rilassarsi leggendo un fumetto che ti tira dentro, che ti sovraccarica di stimoli e da cui esci stanco, sì, ma soddisfatto. Questo non rende il lavoro di Theo Szczepanski un volume per tutti, ma ciò appare chiaro anche solo sfogliando poche pagine di un libro difficile da definire, che unisce la tradizione religiosa dell’occidente cattolico con l’onda montante della narrativa weird in un oggetto narrativo complesso e non semplice da inquadrare, ma un’esperienza di lettura potente da vivere.

 

Scrivi