I 5 fumetti da leggere del 2023

Il 2023 si avvicina alla sua conclusione e, come di consueto, giunge il momento di tracciare il bilancio fumettistico di quest’anno che si è chiuso, in occasione di Lucca Comics and Games, con una polemica aspra quanto attuale con il Gran Rifiuto di Zerocalcare che ha disertato la manifestazione in piena coerenza con i propri ideali che stridono con quel patrocinio israeliano così pesante in un momento drammatico che ancora si protrae in questi giorni, segno che il mondo dei fumetti non è avulso dalla realtà ma, al contrario, è profondamente calato nei fatti e nelle dinamiche che regolano il mondo. Le opere interessanti e di qualità non sono mancate, segno che il nostro è un mercato che si affaccia sulla scena internazionale e ci permette di leggere titoli interessanti sia importati che prodotti in loco. Ecco i migliori dell’anno.

 

 

Aaron, di Ben Gijsemans, ed. Coconino Press: questo fumetto sfiora letteralmente la perfezione. Una sequenza, due o tre vignette di troppo lo separano dall’inattaccabilità assoluta ma il volume resta una bomba atomica. Gijsemans, con un tratto di rara pulizia che ricorda Vittorio Giardino e guarda alla ligne claire, maneggia materiale narrativo ad alta radioattività con la perizia e la delicatezza di un maestro grande, riuscendo a raccontare efficacemente l’indicibile mentre cammina sulle uova. Nel pensiero strutturato che sta alla base delle scelte editoriali di Coconino c’è la componente spiazzante che mira a disarmare il lettore costringendolo a ritrovarsi con la guardia abbassata di fronte a riflessioni lucide quanto dolorose. Mira, e fa centro.

 

 

Burn Baby Burn, di Lorenzo Palloni, ed. Saldapress: il 2023 è un anno fortunato anche solo per aver visto la pubblicazione di diverse opere di Lorenzo Palloni, fatto di cui è lecito gioire. La raccolta di racconti Ossario, Fortezza Volante e questo Burn Baby Burn, il lavoro in cui il suo talento si esprime più pienamente. Delle diverse anime di un artista eclettico, questo volume mostra quella più feroce e meno mediata, con una scrittura magari meno pensata, meno apertamente tecnica di altri lavori ma altrettanto padroneggiata. Burn Baby Burn è un fumetto di un calore rabbioso, sudato e adrenalinico con una voce che parla alla pancia del lettore pur erigendo una struttura solida e complessa che coordina efficacemente tutti gli elementi della narrazione a fumetti.

 

 

Amebe, di Motoro Mase, ed. Panini Comics: Motoro Mase è un mangaka anomalo, capace di una critica sociale che difficilmente si trova in altri fumetti giapponesi. La sua è una fantascienza con un taglio etico e politico più o meno sfumato ma sempre riconoscibile, che s’interroga sul senso delle nostre scelte e dell’impatto che esse hanno sulla società in cui irrimediabilmente siamo calati. Amebe è un racconto teso e originale, che lascia al lettore spunti di riflessione interessanti all’interno di un oggetto narrativo completo, solido e funzionale in tutti i propri aspetti, non ultimo un tratto realistico che funziona in grande sinergia con i testi.

 

 

Songgot – il punteruolo, di Choi Gyu-seok, ed. Panini Comics: questo fumetto coreano è un oggetto anomalo, di quelli che non ti aspetti e da cui piacevolmente ti lasci sorprendere. Un fumetto che parla di sindacati e di lotta per i diritti dei lavoratori giunge inaspettato da una Corea del Sud che, stando alla narrazione del paese che ci arriva da Seoul, dovrebbe essere una tematica non troppo sentita ma che, a quanto pare, è in grado di far raccontare e far riflettere. Songgot – il punteruolo è interessante quanto utile per conoscere un aspetto poco trattato di una nazione e della sua cultura.

 

 

Il giorno che i fascisti arrivarono in città, di Bill Campbell e Bizhan Khodabandeh, ed. Red Star Press: il classico colpaccio dell’editore indipendente, non allineato e tutto sommato fuori dalla scena fumettistica. Red Star Press è, nomen omen, un editore dalle prese di posizione forti e chiare e questo fumetto apertamente politico le rispecchia tutte mettendo a nudo, nella tradizione del miglior fumetto underground, le ferite tutt’altro che ripulite o medicate di un’America che, piaccia o meno, ha un problema serio di razzismo endemico che gli autori raccontano con lucidità ed efficacia. Un altro fumetto che, riprendendo l’introduzione del presente articolo, ci dimostra quanto questo genere letterario possa essere uno strumento per raccontare la realtà e per comprenderla a fondo.